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venerdì 16 Aprile 2021

ENEA: I diversamente giovani

E’ ormai un’onda anomala di dimensioni enormi quella che il povero dipendente ENEA prova giornalmente ad arginare con le proprie mani, finendo fatalmente per esserne travolto.

Ogni giorno ce n’è una, un’interpretazione particolare e restrittiva della norma , un provvedimento apparentemente strambo, un’applicazione o una disposizione commissariale dormiente, creano il panico ed acuiscono la disparità di trattamento tra i lavoratori dell’Agenzia.

L’ultima “sorpresa” in ordine di tempo è la disposizione n. 352/2011/COMM, vecchia di otto mesi ma resa pubblica, sul sito interno, soltanto da qualche giorno.

Il documento prevede tra l’altro “di uniformare il trattamento del personale assunto con contratto a tempo indeterminato, successivamente ad un contratto a tempo determinato e senza soluzione di continuità…., procedendo alla ricostruzione della carriera retributiva per il personale interessato”.

In effetti ciò che apparirebbe condivisibile, rappresenta, a nostro avviso, la più palese delle discriminazioni non si riconosce, infatti, il diritto alla ricostruzione della carriera a tutti gli “omologhi” , come da noi più volte richiesto, ma soltanto ad una minoranza, ovvero a chi “non ha avuto soluzione di continuità tra i due rapporti di lavoro” .

Il primo fatto ignorato, tra l’altro nell’adozione del provvedimento, è che fu proprio l’allora responsabile dell’ex servizio GES (oggi riabilitata presso UCP) ad “intimare” a molti vincitori di concorso , di presentare lettera di dimissioni per interrompere il proprio rapporto di lavoro a tempo determinato con l’ENEA, creando di fatto i prodromi della disuguaglianza di trattamento.

A chi non rassegnava “volontariamente” le dimissioni e non accettava la fittizia interruzione di un giorno tra un contratto e l’altro, naturalmente, non veniva neanche proposto il nuovo contratto a tempo indeterminato sicché molti vincitori di concorso vittime dell’illegittima imposizione, scontano il mancato riconoscimento dell’anzianità maturata con contratto a tempo determinato, la mancata progressione economica (EAR) e , nel caso dei ricercatori/tecnologi, un inquadramento nel contratto degli EPR in una fascia di anzianità impropria.

Sono altrettanto palesemente discriminati , dalle decisioni dell’Agenzia anche tutti i colleghi “stabilizzati” in virtù di provvedimenti legislativi.

Nonostante vada affermandosi una lunga giurisprudenza che ormai riconosce l’avvenuta stabilizzazione come “mera trasformazione del rapporto di lavoro a tempo determinato in rapporto di lavoro a tempo indeterminato”, l’ENEA si ostina a trattare la stabilizzazione come “nuova assunzione…,” , per questo l’Amministrazione ha spedito ai colleghi stabilizzati “in continuità di rapporto” , sia il calcolo della liquidazione spettante che la richiesta di una firma sulla sostanziale acquiescenza all’azzeramento della propria anzianità, esattamente il contrario di quanto previsto per la tipologia considerata dalla disposizione commissariale citata..

Consigliamo, almeno per il momento, di non firmare nulla !

Incontreremo la prossima settimana il nostro avvocato con il quale stiamo formalizzando una richiesta all’ENEA perché sia adottata “omogeneità di trattamento” per tutti i dipendenti che siano passati da un contratto a tempo determinato (o assegno di ricerca) ad un contratto a tempo indeterminato chiedendo la ricostruzione di carriera per tutti e non soltanto per la tipologia prevista nella disposizione commissariale.

In caso di mancato riscontro continueremo, in tutte le sedi, la vertenza già avviata, con l’invio delle diffide e dell’interruzione dei termini prescrizionali per il riconoscimento dell’anzianità pregressa, resi più forti dalle recenti e favorevoli sentenze sull’argomento.

Chiunque fosse interessato all’iniziativa può contattarci entro il 23 p.v.

UIL R.U.A.
Marcello Iacovelli

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