giovedì 29 Luglio 2021

ENEA: il piccolo Pirro

In occasione della firma sulla pre intesa riguardante il contratto integrativo e le tabelle di equiparazione, avvenuta alla fine dello scorso anno, avevamo esposto quelle che erano le nostre perplessità e le ragioni che ci avevano indotto a non firmare, (comunicato del 19 dicembre 2010), in particolare segnalavamo come il sistema d’inquadramento, pervicacemente perseguito dai firmatari, penalizzasse i ricercatori/tecnologi, in parte sotto ordinati (previste addirittura una ventina di retrocessioni) e  soprattutto sotto pagati rispetto agli omologhi degli altri Enti di Ricerca.

La prima bocciatura dei testi ad opera del Collegio dei revisori e la “cancellazione” del fondo 2011 ad opera del Ministero Economia e Finanza, intervenute in gennaio, potevano rappresentare l’occasione per migliorare l’accordo, ma eravamo i soli (o quasi) a manifestare questa esigenza.

La nascita di vari comitati “autonomi” (titoli di studio, anomale permanenze, ricercatori giovani, diplomati di 9°, ecc..), la rinuncia al mandato della coordinatrice cgil e qualche lettera di dimissioni, pervenuta alle organizzazioni firmatarie, non hanno rappresentato, per chi poteva farlo, motivi validi per chiedere la riapertura della trattativa, neanche quando è intervenuta l’interruzione dei tempi di approvazione da parte di Funzione Pubblica e del MEF (con lettera che abbiamo pubblicato sul nostro sito), che lo avrebbe consentito.

In tutto questo tempo (sei mesi), noi abbiamo sempre fatto cronaca, cercando di stimolare le parti al perseguimento degli interessi dei lavoratori dell’ENEA attraverso la riapertura degli accordi,  ma né l’amministrazione né gli altri firmatari hanno voluto ascoltare.

Non abbiamo, comunque, mai fatto nulla per bloccare  l’approvazione del contratto, che, comunque, come più volte riconosciuto nei nostri comunicati, comporta qualche vantaggio economico seppur relativo, almeno, per una parte del personale.

Per questo nel comunicato del 15 giugno u.s. ne sollecitavamo addirittura l’applicazione affermando “… riteniamo insopportabile questa attanagliante incertezza, si applichi subito il contratto sui valori “minimi” previsti, ma in sede di trattativa per la costituzione del fondo 2011 e della relativa ripartizione, faremo di tutto per recuperare il recuperabile, per rendere dignitoso l’accordo”, auspicando, almeno, il miglioramento della parte economica (in sede di ripartizione del fondo), senza rappresentare scenari fantasiosi ma prestando ascolto alle richieste che venivano dai lavoratori dell’ENEA e seguendo con attenzione il laborioso iter approvativo.

In cambio abbiamo ricevuto, sempre, la strenua resistenza dei firmatari arroccati sulle loro posizioni, tese a  non modificare nulla, a voler dimostrare una loro presunta (e dannosa) vittoria, la vittoria dei due “stranieri” (cisl e cgil) privi di “memoria storica del nostro ente” e del pensionando (anpri), che hanno contrattato un documento che non risponde certo  alle attese ed alle speranze che sopratutto i ricercatori/tecnologi dell’ENEA avevano riposto su questo “passaggio”.

Nella riunione del 24 u.s., l’Amministrazione ha riproposto il vecchio testo, emendato a causa delle osservazioni ministeriali e con un ulteriore “taglio” economico : sparisce infatti l’indennità di sede   (con “tagli” in busta paga dai 25 ai 70 euro/mese).

Eventuali aggiustamenti e/o recuperi, ci saranno, ma sono rimandati alla rinegoziazione del fondo 2011, nel frattempo, a titolo di anticipo l’amministrazione si è impegnata ad erogare da ottobre (non più da settembre), gli importi previsti nelle tabelle allegate al contratto integrativo che, per i ricercatori comporterebbero, al momento, un passaggio al comparto degli EPR, a zero euro “reale” se non, addirittura, una perdita economica in virtù dell’ultimo intervento sull’indennità di sede.

 

Per tutti sarà prevista la possibilità di conguaglio attivo e/o passivo agli effetti della contrattazione e dell’approvazione del fondo 2011 e relativa approvazione.

 

Il fatto nuovo e importante è però costituito dalla lettera inviata dal MEF a Funzione pubblica e successivamente trasmessa all’ENEA (16 giugno 2011), nella quale si afferma :” …tenuto conto del difficile e lungo processo di omogeneizzazione fra il contratto ENEA e quello degli enti di Ricerca , si segnala l’opportunità che, eccezionalmente, l’Ente proceda ad una nuova procedura contrattuale per l’utilizzo di risorse dell’anno 2010”.

Sulla base di questa novità sia il Commissario che la delegazione ENEA, ci  hanno invitato a rivedere il nostro giudizio fortemente critico chiedendoci di aderire all’accordo, ora migliorabile, ritenendo l’adesione della UIL “un importante  ed auspicato valore aggiunto” .

In soldoni, contrariamente a quanto previsto nella pre intesa firmata (non da noi) in dicembre, ci sono risorse da poter utilizzare anche “a trascinamento” e, quindi, esiste la reale possibilità di migliorare, se pur parzialmente, l’inquadramento previsto nella pre intesa, almeno nella parte economica.

Alle risorse di cui sopra si aggiunge la sollecitazione di F.P. ed Economia all’utilizzo delle risorse residue del fondo 2010, da destinarsi obbligatoriamente alla produttività con criteri di merito ma che, a nostro avviso, potrebbero in parte incrementare quell’indennità di Ente mensile (livelli IV-VIII) e quell’indennità di oneri specifici (IOS livelli I-III), che avevamo giudicato “troppo risicate” e troppo lontane dai valori in godimento negli altri Enti di ricerca.

 

Le  tabelle allegate agli accordi, diventerebbero rappresentative, quindi, dei valori minimi attribuibili.

Nella riunione odierna, pur registrando gli irreversibili danno prodotti dall’accordo sul passaggio ordinamentale, abbiamo dato la nostra disponibilità ad aderire all’accordo , a condizione che tutti (ENEA e sindacati) sottoscrivessero l’impegno sulla destinazione delle risorse secondo gli indirizzi sopra descritti (miglioramento dell’ inquadramento dal punto di vista economico ed incremento indennità di ente mensile ed IOS).

Dopo una lunga discussione, la nostra richiesta non è stata accolta, non tanto sul merito, ma perché c’era chi sembrava più interessato a prospettare ai lavoratori, l’approvazione dell’integrativo come una propria vittoria, piuttosto che a garantire che le risorse “fresche” non facciano la fine dei vecchi 22 milioni apparsi e spariti sul tavolo di trattativa l’inverno scorso.

In assenza di garanzie sull’utilizzo delle risorse non abbiamo aderito agli accordi.

Il giorno 5 luglio l’ENEA convocherà le OO.SS rappresentative “ per dare operatività agli accordi” e per determinare il fondo 2011, in quella sede valuteremo, in funzione della destinazione delle risorse se firmare o meno le intese, nel frattempo attiveremo una veloce consultazione tra gli iscritti.

Allo stato dell’arte, a nostro avviso, una resistenza ad oltranza non giova al personale e non favorisce un necessario clima di dialogo con l’amministrazione e con gli altri sindacati , elemento  fondamentale per il raggiungimento dell’obiettivo del miglioramento degli accordi.

Riteniamo fondamentale porre fine a qualche scaramuccia verbale e scritta degli ultimi tempi e concentrarsi tutti su ciò che si può ancora fare nell’interesse dei lavoratori ENEA, portando al tavolo maggiore  rispetto e reciproca tolleranza per tutti.

Il pieno inserimento dell’ENEA nel comparto EPR è un momento “storico” ottenuto però con un accordo, che a nostro avviso resta “minimale” e per noi non è assolutamente costruttivo, ora,  cercare i  vincitori in questa vicenda, l’importante è che i vinti non siano tutti i ricercatori, tecnici e il  personale amministrativo dell’ENEA.

La nostra disponibilità per migliorare ciò che è possibile migliorare è totale, se c’è chi vuole attribuirsi una pseudo vittoria, lo faccia pure, ma  in assenza di un accordo che distribuisca equamente le risorse disponibili, vecchie e nuove, sarebbe un’ inutile vittoria di Pirro.

UIL Ricerca Università Afam
Marcello Iacovelli
stampa

« Gli eserciti si separarono; e, da quel che si dice, Pirro rispose a uno che gli esternava la gioia per la vittoria che “un’altra vittoria così e si sarebbe rovinato”. Questo perché aveva perso gran parte delle forze che aveva portato con sé, quasi tutti i suoi migliori amici e i suoi principali comandanti; non c’erano altri che potessero essere arruolati, e i confederati italici non collaboravano. Dall’altra parte, come una fontana che scorresse fuori dalla città, il campo romano veniva riempito rapidamente e a completezza di uomini freschi, per niente abbattuti dalle perdite sostenute, ma dalla loro stessa rabbia capaci di raccogliere nuove forze, e nuova risolutezza per continuare la guerra. » (Plutarco)

 

 

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