sabato 31 Luglio 2021

ENEA: La cresta sulla spesa

Se qualche collega ha pensato che la “tregua” nella discussione sui tagli ai servizi al personale concessa unilateralmente dall’ENEA dopo il “niet” di tutte le Organizzazioni sindacali significhi la sostanziale conservazione dell’attuale livello di mensa, trasporti ed altro per i prossimi mesi, siamo costretti a rimuovere l’illusione, non sarà così.

Approfittando della separazione dei tavoli sindacali (non voluta da noi), e della sostanziale assenza in ENEA di sigle importanti che hanno deciso di farsi rappresentare da insignificanti coordinatori, l’Amministrazione sta già portando la propria offensiva, non più dichiarazioni di attacco globale alla spesa generale ma la decisione di fare “la cresta sulla spesa del personale” , iniziando dalla periferia:

Sono, state sospese, infatti, le indennità sostitutive del trasporto ai dipendenti di Ispra (non pagate dal giugno scorso, salvo riconoscere un piccolo conguaglio sul mese di marzo), di Manfredonia (non pagate da ottobre 2012) e di recente anche di Brindisi, al momento non abbiamo notizie da Faenza.

Si registra il solito ritardo nel pagamento dei ticket restaurant ma solo per i soliti “sfortunati”.

Si è praticamente definita la strategia per la prossima gara della mensa su cui trapelano indiscrezioni preoccupanti (che ci saranno confermate nella riunione già convocata per lunedì 25 p.v.). Da novembre 2013, subiremo :

Aggiudicazione dell’appalto al maggior ribasso con base d’asta di 5,20 euro (contro i 7 euro della gara precedente aggiudicata a 5,64), la “cresta” prevista comporterà un risparmio di oltre 600.000 euro/anno assicurati anche dalla “liberalizzazione” del servizio bar (previsto per i dipendenti un sensibile incremento dei prezzi di listino).

Nessuna garanzia per i lavoratori della società uscente (cessa ogni vincolo e le ore lavoro saranno determinate sulla base dei pasti effettivamente erogati…).

Ai dipendenti ENEA di tutti i Centri verrà assicurato, con il contributo attuale, un piatto scelto tra il primo ed il secondo, contorno e frutta mentre, chi vorrà optare per un menù completo, dovrà pagare un supplemento di circa 2 euro. I colleghi del Brasimone sono già impegnati da mesi nella… sperimentazione forzosa del menù ridotto.

Ma non è tutto, persino sulla polizza sanitaria si cerca di sottrarre risorse del personale, il pre accordo con le OO.SS. siglato prima dell’adesione alla convenzione con UNISALUTE ha infatti stanziato 550 euro/anno per dipendente mentre il costo attuale a carico dell’Agenzia è di 420 euro/anno pro capite.

L’ENEA, tra l’indifferenza degli altri sindacati, tenta di incamerare risorse che appartengono al personale per circa 300.000 euro/anno che potrebbero essere utilizzate per altri benefici sociali, per sviluppare politiche assicurative complementari o magari per dare un contributo a chi ha visto lievitare i costi da sostenere per assicurare la copertura delle spese sanitarie al proprio nucleo familiare.

Ed a proposito di “benefici”…c’erano una volta le borse di studio ai figli dei dipendenti: la circolare per l’anno scolastico in corso era pubblicata a novembre ed il pagamento per l’anno scolastico precedente avveniva tra novembre e gennaio…ad oggi nonostante il finanziamento del beneficio ed i nostri ripetuti solleciti non c’è traccia del nuovo bando ne tantomeno dei vecchi soldi .

Su tutti i servizi ai centri (pulizie, facchinaggio, manutenzioni ecc…) si va avanti a “contrattini” della durata di poche settimane rinviando la gara pluriennale, in Casaccia, ad esempio si è tagliato praticamente tutto, l’unica cosa che non si taglia più è… l’erba perché non si danno risorse al centro neanche per pagare il servizio di giardinaggio .

Se poi in sede centrale, stanchi di fare le scale a piedi, secondo la nuova tendenza salutista, deciderete di servirvi dell’ascensore e resterete bloccati …una graziosa hostess provvederà alla manovra di sblocco e al bisogno, anche a scoraggiare eventuali malintenzionati allo sportello bancario interno …magari con un sorriso visto che la vigilanza armata (oggi h 24) sarà assicurata solo di notte per essere sostituita di giorno da un più economico contratto di portierato.

Per carità…la crisi è crisi, ma l’odiosa sensazione che anche in ENEA, questa pesi sempre più sulle spalle delle categorie meno protette e su quelle di chi guadagna meno, è sempre più forte.

C’è bisogno di un radicale cambio di tendenza, che questa amministrazione, nominata dal Commissario e composta da giuristi e filosofi dell’economia sempre timorosi con i forti e temerari con i deboli, non sembra più in grado di poter assicurare.

Ribadiamo la necessità di ricercare risorse avviando un progetto strutturale che coinvolga tutti i centri, attraverso l’analisi di dettaglio dei costi/benefici di consorzi e partecipate, ottimizzando le azioni per il recupero dei crediti vantati con altre pubbliche amministrazioni (Ministero vigilante?) e con consorzi debitori (Cetma???) .

Non è più accettabile il “drenaggio” fino al 70% degli introiti provenienti da progetti finanziati dall’esterno.

Si rende necessaria una previsione di un tetto massimo del “prelievo” possibile a carico dei progetti che possa essere dirottato al pagamento degli stipendi ed al funzionamento e va introdotto un sistema a commesse interne tra Unità tecniche ed i Centri erogatori di servizi.

Non possiamo più permetterci di “mantenere” vertici consortili e societari , spesso superflui con i soldi dei “nostri” progetti.

Vanno motivati ed incentivati i ricercatori capaci di reperire risorse dall’esterno, utilizzando gli strumenti contrattuali previsti e mai attivati (Es. “conto terzi” ).

Deve essere garantito il diritto di tutti i lavoratori dell’Agenzia all’informazione, alla piena applicazione del contratto e degli accordi sottoscritti ad iniziare dai rimborsi che oggi sono erogati a singhiozzo , per continuare con le progressioni verticali e la possibilità di cambio profilo .

La mobilità interna deve essere favorita, essa deve costituire una risorsa per un migliore sviluppo delle professionalità , non può più costituire lo strumento per l’esercizio del potere da parte di mediocri “capetti” o rappresentare il tentativo di uno squallido “mercato delle vacche” anche contro il volere dei singoli.

E’ indispensabile ricreare un clima di normalità nelle relazioni sindacali .

Se saremo capaci i rinnovarci adesso, potremo guardare al futuro dell’ENEA con maggiore speranza e pensare magari, di ricostruire iniziando a concedere maggiore fiducia ai tanti giovani ricercatori sin ora mortificati professionalmente ed a quelli appena assunti.

Solo in questo modo chiunque arriverà al Governo del nostro Paese , anche se non ci riterrà una priorità, ci troverà almeno, ancora “vivi”.

Se viceversa si continuerà a credere di poter mettere una “pezza” anche questa volta rubicchiando i soldi del personale, togliendo il trasporto aziendale o la “fettina panata” , il nostro destino ineluttabile sarà di essere… “la Grecia della ricerca” e di dichiarare presto il nostro “default”.

UIL Ricerca Università Afam
Marcello Iacovelli

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