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venerdì 16 Aprile 2021

ENEA: Una stupida guerra fratricida

Non bisogna certo essere degli acuti osservatori per notare come la progressiva riduzione del contributo ordinario dello Stato fino ad ora tamponata da una politica gestionale basata su ciclici tagli ai bilanci dei Centri, stia pesantemente incidendo sulla qualità della vita dei dipendenti dell’ENEA che nei prossimi mesi rischiano seriamente di essere confrontati con l’ennesima “sforbiciata ai servizi” a causa delle minori entrate sul C.O.S. nel 2013 per circa 12 milioni di euro.

Il meccanismo che si è creato per cui più si taglia e maggiori sono le richieste di taglio la volta successiva non tiene più, ed allora riteniamo necessario prevedere un tavolo che abbia lo scopo di porre uno stop allo stillicidio sui bilanci dei centri e che “prenda il toro per le corna” con una proposta di un “piano industriale” strutturale per l’ENEA concertato con le Organizzazioni sindacali rappresentative nell’Agenzia capace però di coniugare la necessità delle economie di gestione su più larga scala alla tutela delle esigenze personali e professionali dei lavoratori di tutti i Centri.

In virtù di quest’ultima considerazione riteniamo assolutamente inaccettabile l’iniziativa di alcuni componenti della RSU Casaccia che, ignorando i diritti e le volontà di 300 colleghi che operano presso la sede legale, proporrà da domani , una petizione semplicemente per chiudere questa sede e lo fa con due righe dopo un “cappello” di buoni principi di una paginetta.

Apprezziamo il fatto che i rappresentanti RSU eletti nelle liste UIL non abbiano voluto erigersi a giudici e boia dei colleghi della sede e condividiamo il loro voto contrario alla petizione per le seguenti ragioni:

· Non compete alla RSU di un Centro (per quanto il maggiore nell’Agenzia) chiedere o trattare il destino degli altri Centri e dei colleghi che in quei Centri operano.

· Il documento crea un pericoloso precedente per faide tra lavoratori dei differenti centri e accende la miccia per una vera “guerra tra poveri” . (Come se la RSU della sede legale chiedesse domani di togliere mensa e pullman alla Casaccia perché incidono pesantemente sulle spese del personale complessive).

· Chiedere oggi la chiusura della sede centrale significa, tra l’altro, andare in “bocca al lupo”, con il rischio di immolarla con tutti i dipendenti sull’altare della “spending review” senza ricavarci un euro.

· Il trasferimento di circa 300 persone comporterebbe nell’immediato una spesa ingente e non un beneficio.

· Le soluzioni al taglio dei bilanci vanno ricercate oltre che nel piano strutturale citato soprattutto nella reale e completa lotta agli sprechi, su cui qualcosa è stato fatto ma molto è da fare.

Ci opponiamo fermamente all’iniziativa ed invitiamo i colleghi a non firmare la petizione.

Sia chiaro, per noi si tratta solo di un approccio etico alla questione, il tentativo di salvaguardare un minimo di rapporto umano che ancora esiste tra lavoratori dello stesso Ente.

La cosa, in fondo non ci preoccupa più di tanto per gli effetti che può avere… del resto se, come ci dicono, i promotori dell’iniziativa sono quei pochi ultras che a luglio scorso, sotto al Ministero dello Sviluppo economico erano convinti di “cacciare via il commissario”, visti gli esiti delle loro iniziative…i nostri colleghi della sede possono dormire sonni tranquilli.

UIL RUA
Marcello Iacovelli

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