sabato 24 Luglio 2021

INGV: Le assemblee dei lavoratori non si toccano

Abbiamo preso visione di una nota del Direttore Generale INGV del 21 novembre u.s. (Prot. Gen. N. 11968 ) indirizzata a tutti i Direttori di Sezione inerente l’oggetto.

Al riguardo avremmo qualche perplessità da rappresentare, soprattutto visto il tono perentorio con cui nel testo si fa riferimento alla partecipazione ad assemblee sindacali da parte del personale.

In primo luogo, si precisa che le ore di permesso sindacale nelle quali i dipendenti possono esercitare il diritto di Assemblea non sono 10, come indicato erroneamente dal DG; infatti nell’individuazione dell’articolato evidentemente è sfuggito che il DPR 171/91, primo contratto collettivo di comparto, all’art.29 precisa che le ore disponibili sono 30.

La stessa norma richiamata dal DG, “fa salva” la competenza dei CCNL a definire condizioni di miglior favore, quindi sul punto riteniamo che non possa sussistere alcun dubbio interpretativo.

Rinnoviamo , quindi, l’invito a tener presente che il comparto Ricerca ha specificità e peculiarità che non coincidono con le prerogative anche contrattuali di altri comparti, ad es. ministeriali, e che la stessa delicatezza del Sistema inviterebbe ad avere approcci più accorti alle materie.

Preme altresì riflettere e far riflettere sulla considerazione che le assemblee sindacali non possano utilizzare beni strumentali in quanto questi sarebbero riservati ad attività “istituzionali” – o almeno questa è la lettura che sembrerebbe doversi fare della lettera del DG.

Ebbene, chiediamo di conoscere da dove si evince che le assemblee sindacali non rientrano nelle attività istituzionali, visto che le relazioni sindacali fanno parte a pieno titolo delle attività istituzionali; ed inoltre chiediamo di conoscere da dove si rilevi che i supporti informatici siano beni strumentali preordinati – ma soprattutto riservati – ad un uso previsto in via esclusiva per “l’espletamento del servizio”.

A nostro avviso infatti le assemblee si svolgono nell’ambito del complesso sistema delle relazioni sindacali, che fanno parte a pieno titolo delle attività istituzionali; inoltre, proprio nell’ambito delle relazioni sindacali il CCNL 1998/01– lo stesso citato dal DG – all’art. 33 invita a mettere in atto comportamenti tesi ad avere “un sistema di relazioni sindacali stabile, improntato alla correttezza e trasparenza dei comportamenti delle parti, orientato alla prevenzione dei conflitti, in grado di favorire la collaborazione tra le parti…………….(omissis)”.

Sembrerebbe, quindi, potersi affermare che la nota del DG non sia tesa a propiziare relazioni sindacali atte a prevenire i conflitti, ma anzi parrebbe voler contrapporre rigidità tanto più inaspettate quanto più inopportune, in un periodo che lo stesso DG definisce molto “delicato”.

Il richiamo del DG ai “doveri” del personale ex art. 26 lascerebbe, peraltro, intravedere, nei confronti dei principi della democrazia governante e partecipata, inspiegabili pregiudiziali dell’Amministrazione nell’ affrontare, tra le tante problematiche, quelle al momento più critiche.

Non rileviamo la necessità di tale richiamo, in quanto le attività di Ricerca e Sorveglianza svolte dall’INGV sono state sempre garantite anche nei momenti in cui le Assemblee del personale erano molto partecipate.

Ancora: le assemblee non necessitano di altra autorizzazione se non quella inerente la messa a disposizione dell’aula, che è nella disponibilità del singolo responsabile di struttura.

Quindi la previsione che esse debbano essere “tutte autorizzate dal DG” è in violazione di ogni elementare regola di relazioni sindacali, che peraltro vedono anche le RSU oltre che le OO.SS. tra i soggetti che possono attivare le procedure.

Tutto ciò premesso, si chiede al DG di porre maggiore attenzione nell’inoltrare note a propria firma che potrebbero uscire dal solco delle corrette relazioni sindacali e della normativa vigente.

Si rappresenta la necessità di contribuire tutti a non alimentare i conflitti, soprattutto alla luce del periodo che vede in grossa difficoltà per ora i Precari, e forse domani, speriamo di no, anche l’Ente.

Riteniamo che in questi casi tutti siamo chiamati a fare la propria parte nell’interesse collettivo, evitando di creare criticità ove non ve ne sia bisogno.

Il Presidente è invitato a far sì che la nota de quo sia ricondotta nell’ambito del corretto uso delle norme e dei CCNL.

Distinti saluti

FLC-CGIL
Francesco Obrizzo
UIL-RUA
Sonia Ostrica

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