mercoledì 20 Ottobre 2021

No allo smembramento dell’ISPRA

Le scriventi OO.SS. nel denunciare la gravità dell’intervento del Governo sulla ricerca pubblica, che si traduce in tagli, soppressioni e riorganizzazioni degli Enti previsti dal decreto di “spending review”, sollevano la criticità rispetto alla dichiarata volontà del Ministro dell’ambiente Clini di riorganizzare, smembrandolo, l’ISPRA.

Le OO.SS. denunciano l’irrazionalità e l’inutilità economica di tale intervento e in assenza di riscontri del Ministro alle reiterate richieste di incontro, chiedono fortemente agli Onorevoli Senatori, in vista dell’odierna audizione, che si adottino tutte le misure necessarie alla tutela dell’Istituto, delle sue funzioni e del personale TUTTO che vi lavora da anni, compresi i precari.

ISPRA è stato istituito nel 2008, per accorpamento degli ex APAT, ICRAM e INFS, e svolge “attività di ricerca, consulenza strategica, assistenza tecnico-scientifica, sperimentazione e controllo, conoscitiva e di monitoraggio in campo ambientale”, di primaria importanza per il Paese che assume, in questa fase di crisi, un carattere strategico per lo sviluppo.

Nei quattro anni dall’istituzione, nonostante l’eccessiva burocratizzazione imposta dal Ministero, si è proceduto grazie allo sforzo di tutto il Personale ad omogeneizzare le diverse componenti, a riorganizzare le sedi e le procedure, ed ora si è faticosamente giunti ad una proposta di Statuto, necessario per un funzionamento efficace della struttura.

Un’ulteriore riorganizzazione, che prevedesse lo scorporo di funzioni e/o competenze verso il Ministero con un’antiquata visione centralista delle funzioni tecniche di valutazione in campo ambientale, o la trasformazione in soggetto di natura diversa dall’ente di ricerca, cosa che certamente necessita di una discussione parlamentare ampia data la complessità del sistema delle competenze ambientali, NON E’ CERTAMENTE UNA MISURA DI RISPARMIO, bensì si configurerebbe come uno spreco delle risorse fin qui impegnate ed un rallentamento delle attività dannoso per la ripresa del Paese.

E’ il momento invece che ISPRA venga messo nelle condizioni di operare, rimuovendo gli ostacoli burocratici e rendendo cosi esecutiva la sinergia di ricerca, controllo e attività di supporto tecnico che serve ad una azione pubblica di qualità e che è al centro dei requisiti per i nuovi programmi di finanziamento europeo, sempre ricordati anche dal Ministro Profumo.

FLC CGIL
Domenico Pantaleo
FIR CISL
Giuseppe De Biase
UIL RUA
Alberto Civica

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