sabato 24 Luglio 2021

ISTAT: Piano di Fabbisogno: L’Istat si è dimenticato il diritto alla carriera per i lavoratori dell’Istat!

ISTAT

continua la “serie B” per i R&T di III livello professionale e il pernicioso fenomeno del sottoinquadramento per i lavoratori!!

L’amministrazione dell’Istituto Nazionale di Statistica “ignora pur sapendo” l’Art. 2 della Carta Europea dei ricercatori, che recita: “1. Gli Enti nei propri statuti e regolamenti, recepiscono la Raccomandazione della Commissione Europea dell’11 marzo 2005 riguardante la Carta Europea dei ricercatori e il Codice di Condotta per l’Assunzione dei Ricercatori (2005/251/CE), tengono conto delle indicazioni contenute nel documento European Framework for Research Careers, e assicurano tra l’altro, ai ricercatori e ai tecnologi: (…) e) la valorizzazione professionale”.

Si continua a non tenere in conto, tra gli altri, anche i ricercatori e tecnologi di III livello dell’Istituto oltre che i lavoratori sottoinquadrati.

Come se non fosse sufficiente l’eredità – a nostro avviso negativa – lasciata dalla gestione Alleva delle “linee di attività” non retribuite e non valorizzate, sopraggiunge il caso “CALL” per capo servizio che si stanno concludendo in questi giorni.

La domanda per accedere alle “selezioni” per la nomina a capo servizio tecnico, per il personale tecnologo e ricercatore di III livello dell’Istituto, è di fatto preclusa a priori. Infatti l’amministrazione presuppone che tra i Ricercatori e Tecnologi di III livello non vi siano esperti in grado di dirigere un servizio, decidendo così di non valutarli! Conformemente alla normativa vigente, a nostro avviso, si sarebbe dovuto permettere anche ai Ricercatori e Tecnologi di III livello professionale di poter almeno accedere alle CALL per i vari posti da capo servizio, consentendo loro di presentare la domanda di partecipazione.

Riteniamo dunque giunto il momento per procedere con la revisione delle linee di attività così concepite, prevedendo che esse siano regolarmente indennizzate, valorizzate, autonome e con chiare ed effettive responsabilità.

In questo contesto, il Piano di Fabbisogno invece ci sembra “dedicare” tutte le sue attenzioni al concorso da 100 posti per VI livello, giusto e necessario ma, a nostro avviso, insufficiente a colmare il gap di attesa di carriera dei lavoratori di questo Istituto che ora subiscono l’ennesima riorganizzazione senza un vero reale riconoscimento dell’impegno professionale che queste continue riorganizzazioni comportano, sia in termini di impegno professionale che di assegnazione logistica tra le varie sedi romane.

Ci auguriamo dunque che l’incontro di domani 27 novembre 2019 possa essere il momento opportuno per tornare a ragionare di politiche del personale con un adeguato investimento in termini di risorse economiche.

In particolare chiediamo di partire da subito con l’Art. 15 dopo così tanti anni di attesa e anticipare i bandi di concorso da III livello entro il 2020. Su questo ultimo aspetto la UIL ribadisce la richiesta di utilizzo pieno di tutti gli strumenti utili a valorizzare la professionalità acquisita internamente all’Istat. Non è chiaro quanti anni dovranno attendere i lavoratori sottoinquadrati che ad ogni giro viene detto loro: “non è il vostro turno”.

I pensionamenti e il turnover giustificano ampiamente le nostre richieste di valorizzazione dell’esperienza professionale acquisita in Istituto anche attraverso l’utilizzo dell’art. 22 comma 15 del Dlgs. 75 del 2017.

Il concorso da VI livello deve essere una modalità volta a ricostituire la forza lavoro in termini di ringiovanimento generazionale e freschezza professionale accompagnata però ad una staffetta professionale volta a valorizzare le risorse interne sottoinquadrate.

Cosi come concepito assume invece ancora una volta una semplice modalità ricostitutiva dei numeri che verrà vissuta come una ulteriore occasione persa in termini di valorizzazione dell’impegno professionale dei lavoratori dell’istituto.

Federazione UIL SCUOLA RUA
“Ricerca Università Afam”
I S T A T

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