domenica 25 Luglio 2021

Il saluto della UIL RUA al Congresso Nazionale FIR CISL

Il saluto di AMERICO MARESCI, a nome di ALBERTO CIVICA e della Segreteria nazionale UIL-RUA al Congresso Nazionale della FIR-CISL (FIUGGI 8- 9 -10 Maggio 2013)

Si stanno svolgendo a Fiuggi nei giorni 8-9-10 maggio i lavori del 3° Congresso Nazionale della Fir-Cisl.

Alla iniziativa, di particolare importanza considerata la delicata situazione politico-sindacale, l’avvio faticoso di una nuova legislatura, i rischi che si addensano tuttora sul sistema della ricerca pubblica, sulla sua tenuta, e sulla salvaguardia e valorizzazione del personale, precario e non, non hanno mancato di portare il loro saluto e contributo UIL-RUA e FLC-CGIL.

Per la Segreteria Nazionale UIL-RUA è intervenuto Americo Maresci, che ha sostituito nel compito Alberto Civica, quest’ultimo impossibilitato a partecipare per un concomitante impegno confederale.

Di seguito riportiamo il testo dell’intervento di Maresci.

***

Buona sera a tutti,

Caro Pino, cari amici delegati della CISL Ricerca, grazie per averci invitato ai lavori del vostro Congresso.

Sono qui insieme a Iperide Ippoliti in sostituzione del nostro insostituibile Segretario Generale, Alberto Civica, che si scusa per la sua mancata diretta partecipazione impedita da un impegno confederale.

Siamo qui per portarvi il saluto e l’augurio di Alberto, oltre che nostro personale, e quello della Segreteria Nazionale della UIL-RUA per il pieno successo del vostro Congresso Nazionale.

Senza rubarvi troppo tempo, vorrei lasciare un messaggio, non formale, come solevano fare in più occasioni, e certamente con più incisività ed autorevolezza di quanto potrò fare io, amici indimenticabili come Carlo Pasquali e soprattutto Franco Cesarino.

Il mio rapporto personale con Franco, era particolare, andava oltre il rapporto sindacale.

Ricordo benissimo un suo intervento ad uno dei nostri Congressi Nazionali, quello svoltosi alcuni anni fa a Montesilvano, nel quale sottolineando il valore dell’unità sindacale, Franco aveva definito Ippoliti e Maresci un “PATRIMONIO COMUNE” ricevendo un caloroso applauso da tutti i congressisti

“Ippy”, mentre venivamo a Fiuggi, mi ricordava quanto affermava un grande pensatore (ed insieme uomo d’azione)  dell’800 che “GLI IDEALI ED I PRINCIPI UNISCONO, GLI INTERESSI DIVIDONO”.

Affermazione questa ancora oggi di grande attualità, se pensiamo ai grandi problemi politici e sociali che affliggono il nostro Paese.

La lotta quotidiana per la ricerca del consenso, che pure è alla base del metodo democratico e rappresentativo, in effetti finisce in molti casi per creare problemi alla tenuta stessa del sistema delle rappresentanze, e dunque alla risoluzione stessa di questi problemi.

Se guardiamo, più in concreto e più da vicino ai fatti di casa nostra noi registriamo in molti dei nostri Enti, in particolare all’INFN, una bassa sindacalizzazione, che più volte è stata oggetto di umiliazione da parte degli Enti.

Al CNR dove la sindacalizzazione è tra le più alte, essa non supera il 44%.

Quindi in simili contesti una sana competizione sindacale dovrebbe essere mirata innanzitutto all’obbiettivo di  aumentare la rappresentatività confederale, nella vasta area dei non sindacalizzati.

Perché se un iscritto passa dalla UIL alla CISL o viceversa, la rappresentatività del Sindacato Confederale non aumenta.

Non paga nessuno farci del male tra di noi!

Dovremmo avere la capacità di poter intervenire sempre in “favore di” e non “contro qualcuno” per evitare non solo che  aumenti la conflittualità e le distanze tra noi, ma anche la distanza tra il sindacato e la compagine più vasta dei lavoratori.

In un momento così difficile e così tormentato, dovremmo avere, dunque, la capacità di far prevalere l’interesse generale su quello di parte, cogliendo quello che ci unisce e lasciar da parte le cose che ci possono mettere in difficoltà.

E questo non solo sui grandi princìpi e sui grandi valori, ma sugli interventi concreti e quotidiani.

Dovremmo quindi individuare insieme dei temi comuni, e fissare dei paletti unitari, e da lì far ripartire subito la nostra azione unitaria, partendo proprio dalle situazioni più concrete e quotidiane.

Ciò presuppone, a nostro avviso, una importante condizione di base: avere la capacità di far prevalere sempre, alla base della nostra azione, l’AUTONOMIA.

  • La politica ed i rapporti politici ed istituzionali non possono e non debbono dividere il sindacato e, tanto meno, condizionarne l’azione e l’operato
  • Questa è la nostra convinzione. Ma, in particolare questa è la nostra storia comune; comune a CISL e UIL nate in primo luogo per riaffermare la propria autonomia. Autonomia che oggi è diventata, e deve diventare ancora di più, patrimonio  di tutto il sindacato confederale.
  • Con l’autonomia potremmo concretizzare un altro nostro comune principio ispiratore, che è quello della priorità della negoziazione e del contratto
  • Là dove c’è un tavolo, una possibilità di contrattare, di negoziare noi lì ci dovremmo sempre essere e ci siamo.
  • Il pregiudizio politico non può impedire , specie in epoca di cosiddetta alternanza (nei sistemi di governo come nelle stesse istituzioni) impedire la valorizzazione dei tavoli contrattuali. In nessun momento, in nessuna contingenza.

Per essere ancora più concreti e venire alle questioni che ci toccano ancor più da vicino, a partire dal primo Decreto Brunetta di novembre 2009, passando per i decreti Tremonti, Monti, manovre correttive, spending review, leggi di stabilità, abbiamo subito e continuiamo a subire la politica di austerità con una serie di interventi restrittivi:

che tra tagli al salario accessorio, blocchi rinnovi contrattuali, congelamenti stipendi, effetti solo giuridici nei passaggi di classe e di livello, hanno determinato nell’ultimo triennio una perdita media pari a 23.000 euro per i ricercatori e 14.000 euro per i tecnici e amm.vi.

Ed ancora oggi c’è chi sostiene di prorogare i congelamenti ed il blocco dei rinnovi contrattuali!

Stante questa situazione si IMPONE una forte presa di posizione del Sindacato Unitario  che dica BASTA!

UN BASTA che convinca i lavoratori che il Sindacato vuole riconquistare il proprio ruolo, vuole ritornare ad essere ed a praticare  sindacato VERO, ritornare a contrattare,  a fare accordi, a non subire per legge l’organizzazione del lavoro e le relazioni sindacali.

Un sindacato che non contratta, che non ha il potere di fare accordi, che non è un soggetto attivo nei processi di organizzazione e della vita dell’Ente, non è in grado poi di difendere i diritti e i doveri dei lavoratori in sostanza non è sindacato.

Voglio qui anche ricordare – qui in piena sintonia con quanto hanno da questa stessa tribuna ricordato ed affermato sia Pino nella sua importante relazione introduttiva sia Francesco Sinopoli nel suo intervento e nel suo appello ad una iniziativa unitaria per impedire ulteriori interventi a danno  del “sistema – Ricerca” pubblico  –  che unitariamente, FLC – CGIL, FIR –  CISL e UIL  – RUA hanno  formulato importanti proposte comuni   e sollecitato su di esse l’attenzione e l’impegno delle forze  politiche in particolare nei contatti e negli incontri avuti in occasione delle recenti elezioni politiche.

Anche l’auspicio della UIL-RUA è ora quello che si dia continuità a questo impegno unitario e che e  parta subito un’azione incisiva che veda CGIL-CISL-UIL unitariamente impegnati:

  • PER ATTIVARE PROCESSI DI STABILIZZAZIONE T.D.
  • PER FAR SOSPENDERE, anche se solo per un altro anno, il blocco economico delle retribuzioni, per non penalizzare ulteriormente e IRRIMEDIABILMENTE soprattutto i pensionandi costretti a cessare dal servizio prima dello scongelamento (ricordo che un  ricercatore che ha maturato 8 anni in 6a fascia nel 2011 e va in pensione prima che viene eliminato blocco stipendi)
  • PER RENDERE PIÙ EQUO IL PAGAMENTO DOVUTO PER OGNI GIORNO DI  MALATTIA
  • PER EVITARE TAGLI AL TFS DA PARTE DEGLI ENTI (INDENNITÀ MENSILE ED ANNUALE)
  • PER FINANZIARE CON RISORSE AGGIUNTIVE LA PERFORMANCE (qualora dovesse ripartire)
  • PER CHIEDERE DEROGHE ASSUNZIONALI PER EPR E UNIVERSITÀ (100% TURN OVER VELOCIZZARE PROCEDURE AUTORIZZATIVE)
  • PER L’APERTURA DEI TAVOLI PER I RINNOVI CONTRATTUALI

Da ultimo, ma ancora più importante e che sta alla base di ogni nostra azione, da cui può dipendere anche la nostra stessa sopravvivenza, è la DIFESA DEL COMPARTO, impegno questo giudicato prioritario e che è stato sempre molto a cuore a Franco che ne è stato un convinto  difensore.

Al riguardo riconosciamo a Pino la battaglia coerente su questa posizione, a mio avviso a conferma della continuità del testamento politico che egli ha ricevuto in eredità. Ricordo, a questo proposito, il recente incontro alla Camera dei Deputati dove abbiamo ribadito insieme e  con forza, la fondamentale importanza della sopravvivenza del Comparto, rimasto oggi  l’unico strumento che tiene veramente  uniti gli Enti Pubblici di Ricerca.

Sono convinto che ciò farà piacere e renderà orgoglioso Franco e questo, caro Pino, ti farà onore.

Grazie e buon proseguimento dei vostri lavori!!

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