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giovedì 15 Aprile 2021

Precariato negli Enti di Ricerca

Illustri Onorevoli,
abbiamo seguito con estrema attenzione l’audizione formale della Commissione V – Bilancio, Tesoro e Programmazione dello scorso 19 gennaio 2017, tenuta nel quadro dell’esame, in sede referente, del DL 243/2016 – “Interventi urgenti per la coesione sociale e territoriale, con particolare riferimento a situazioni critiche in alcune aree del Mezzogiorno (C. 4200 Governo)”.

In qualità di Organizzazione Sindacale del settore Università, Ricerca e AFAM, abbiamo in diverse occasioni rappresentato la necessità di investire nei presidi scientifici nel nostro Paese, sottolineando in particolare che il settore della ricerca italiana impegna un numero di addetti ancora insufficiente (dato evidente dal confronto a livello europeo ed internazionale) ed è stato oggetto di ripetuti tagli di finanziamenti.
E’ evidente altresì che un insufficiente investimento complessivo in ricerca costituisca oggi un limite alla capacità dell’Italia ad affrontare non solo i temi specifici oggetto del DL 243/2016, ma più in generale a garantire crescita sul piano scientifico, tecnologico e dell’innovazione.
In questo quadro, nel corso dell’audizione abbiamo quindi apprezzato il richiamo della Presidenza in merito all’urgenza e alla necessità di dare risposte all’annoso problema della precarietà nella ricerca, con particolare riferimento agli Enti Pubblici di Ricerca ISS e ISTAT. Appare inoltre condivisibile l’auspicio dichiarato che, in accordo con il Governo, si proceda a definire quanto prima uno specifico intervento di stabilizzazione di professionalità che da anni sono impegnate negli Enti, senza le quali alcuni funzioni essenziali rischiano di non essere garantite.
Tutto ciò va a nostro parere nella direzione giusta. Segnaliamo altresì che la precarietà è da tempo una condizione strutturale che investe l’intero settore della Ricerca Pubblica italiana, non solo l’ISS e l’ISTAT. Come è possibile verificare dalla tabella che Vi inviamo in allegato, aggiornata a dicembre 2016, i precari sono presenti in tutti gli Enti, con diverse forme contrattuali (contratti a tempo determinato, cococo, assegnisti) e in molti casi in misura addirittura maggiore, in termini assoluti e percentuali, rispetto agli Enti citati nel corso dell’audizione.
Tutti gli Enti Pubblici di Ricerca e quindi il comparto attendono un intervento specifico, che realizzi finalmente una stabilizzazione del precariato storico e ristabilisca parallelamente un reclutamento ordinario, diretto a offrire opportunità a neo laureati e a contrastare il fenomeno della fuga dei cervelli. Su questi temi la UIL RUA ribadisce l’impegno ad avanzare proposte sostenibili e programmate per la stabilizzazione dei precari degli Enti Pubblici di Ricerca, auspicando che le considerazioni e riflessioni maturate in seno alla Commissione V, così come nel Parlamento, portino finalmente a soluzioni positive per il settore.

Il Segretario Generale UIL RUA
Sonia Ostrica

 

Allegato: Tabella situazione precariato

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