giovedì 9 Dicembre 2021

Ricerca: Figli di un Dio minore – Ricercatori e Tecnologi di serie A e serie B

Come noto a molti il ddl sulla legge di bilancio che sta per essere presentata in parlamento prevede il riallineamento dei livelli dei Ricercatori e Tecnologi su due posizioni con il livello III Ricercatore/Tecnologo che diventa ruolo “ad esaurimento”. Gli attuali R/T collocati al livello III transiterebbero per effetto della norma di primo inquadramento al livello II ma tale transizione è finanziata, al momento, esclusivamente per gli enti vigilati dal MUR con un contributo di 40 milioni di Euro che copre circa il 60% degli oneri a carico degli enti.

Nella situazione attuale si creerebbe un pesante discrimine tra ricercatori dello stesso comparto dove una parte (vigilati dal MUR) sarebbero (finalmente) considerati in termini di carriera mentre gli altri (non vigilati dal MUR) rischierebbero di essere avviati sul binario morto del ruolo ad esaurimento… assurdo!

Sulle dette misure previste negli artt.98, 99 e 100 (TIT VII Scuola, Università e Ricerca) del disegno di legge di bilancio 2021, che inizia ora l’iter parlamentare di approvazione definitiva, la Uil-RUA formulerà il proprio giudizio complessivo e le relative proposte correttive. Anche i Presidenti degli Enti di Ricerca (ConPER) su questo punto hanno manifestato apertamente il loro dissenso ed hanno inviato una lettera ai Ministri vigilanti sugli Enti, nella quale si richiede di promuovere un emendamento che allarghi a tutti gli EPR (indipendentemente dalla vigilanza) le risorse necessarie per la carriera dei ricercatori e le renda adeguate.

Il riferimento è al disposto dell’art.99, comma 1, della proposta nel quale alcune pur apprezzabili misure di intervento – in particolare quelle rivolte alla “promozione dello sviluppo professionale di ricercatori e tecnologi di ruolo al terzo livello” ed alla “valorizzazione del personale tecnico – amministrativo” – verrebbero “ope legis” limitate ai soli Enti Pubblici di Ricerca vigilati dal MUR (rif. art 7 del DL n.204/1998).

Si registrerebbe l’esplicita esclusione dai finanziamenti e dalle opportunità professionali per una larghissima ed importantissima percentuale dei Ricercatori, tecnologi e personale tecnico-amministrativo di molti Enti di Ricerca, anche di grande rilevanza (ISPRA, ENEA, CREA, ISS, ISTAT…), con grave discriminazione di trattamento economico e giuridico nello stesso comparto e addirittura nello stesso profilo professionale.

La proposta del Governo è su questo punto iniqua, rischiosa e, oltretutto, incomprensibile e dunque per noi inaccettabile.

Gli Enti Pubblici di Ricerca sono una realtà consolidata programmaticamente, normativamente e soprattutto contrattualmente. Il DL 218/2016 ha contribuito a rafforzarne la omogeneità istituzionale ed organizzativa ed è questo il riferimento legislativo da prendere in considerazione garantendo che gli interventi, in particolare quelli riguardanti le risorse umane, siano riferiti al personale ricercatore-tecnologo ed al personale tecnico-amministrativo di tutti gli EPR, nessuno escluso!

Fornire risorse (che comunque risultano insufficienti) e prospettive di valorizzazione ad una sola “area” del personale costituisce un vulnus gravissimo all’ unitarietà contrattuale del Comparto. La palese discriminazione tra il personale che sarebbe operata, oltre ad indebolire i ruoli istituzionali di chi è preposto al governo degli Enti ed a penalizzare ingiustamente le attese dei lavoratori creerebbe un ostacolo insormontabile allo stesso avvio della trattativa per il rinnovo del CCNL ed all’ auspicabile sviluppo di nuovi ordinamenti professionali.

La UIL-RUA chiede al Governo e Parlamento di provvedere alle indispensabili correzioni e, parallelamente, ad indicare le nuove e necessarie coperture finanziarie del/i fondo/i. di cui alla presente.

Il Segretario Nazionale
Stefania Rossi

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