sabato 16 Ottobre 2021

Ricerca: Il Ministro Profumo incontra le OO.SS. del comparto ricerca

Ieri 8 febbraio il Ministro MIUR ha incontrato le OO.SS. del comparto ricerca ed area VII.
Ha illustrato scenario e programma di attività, definendo in particolare:

  • l’erogazione agli enti delle risorse per il funzionamento ordinario entro marzo;
  • l’intento di predisporre una programmazione triennale cui collegare progetti e percorso occupazionale in particolare per i precari, cui ha precisato vanno date regole e non illusioni;
  • lo scenario europeo, unica risorsa che con Horizon 2020 potrà contribuire ad incrementare le risorse disponibili per la ricerca. Ha precisato che l’Italia si trova in situazioni di forte criticità, avendo contribuito nella scorsa tornata per un 15% di cui solo l’8,5% sarà stato recuperato in progetti nel 2013. A nostro avviso, l’invito ai nostri ricercatori ad essere più bravi va letto assieme ad un’altra affermazione del ministro, in cui precisava che le altre nazioni hanno una diversa “attrezzatura” ed un diverso scenario anche politico a supporto della ricerca.
  • la propria disponibilità ad incontri regolari con natura anche tecnica.

Le OO.SS. hanno esposto con dovizia di particolari le criticità del settore, dalla necessità di ulteriori investimenti, al superamento per fare occupazione dei doppi e tripli vincoli di natura burocratica (pianta organica e turn-over oltre che di bilancio), al numero dei precari anche non più giovanissimi che supportano e sostituiscono organici sempre più svuotati da pensionamenti non rimpiazzati, al problema della gestione e del governo delle istituzioni, al ruolo del vigilante ed alla funzione di coordinamento di tutti gli epr, al blocco dei contratti e delle carriere.

Come UIL abbiamo posto il problema di individuare strategie di medio-lungo periodo dalla necessità di dare soluzioni alle emergenze. Fermo restando il costante disinteresse del Pese per la ricerca pubblica, attestato da una progressiva ma costante diminuzione delle risorse economiche trasferite negli ultimi 20 anni, con il necessario spostamento degli enti verso un mercato che rischia sempre più di snaturarli, oggi è necessario che le risorse recuperate con i progetti contribuiscano al finanziamento basale degli enti, il che indebolisce il sistema e demotiva i ricercatori.

Altra situazione di criticità nasce dalle vigilanze, che negli EPR vedono coinvolti diversi ministri, che non operano in coordinamento tra loro, e che nell’individuazione dei vertici arrivano ad individuare referenti dal curriculum più politico che scientifico. Le continue riforme, effettuate più per esigenza di spoil-system che per reale necessità, hanno alla fine portato a revisioni degli Statuti che hanno escluso ricercatori e tecnologi dal governo sia scientifico che amministrativo degli enti.

Il precariato degli epr è stato discriminato dal precariato della scuola, dove i precari stabilizzati a costo zero sono stati più di 60.000, ed è la stessa procedura che abbiamo invocato per nostre prossime stabilizzazioni, almeno per avviare un percorso nuovo e di crescita per gli enti.

Abbiamo evidenziato come la soppressione delle Piante Organiche per il MEF dovrebbe costituire addirittura un risparmio, ed è necessario concentrarsi su questo punto, visto che la rigidità delle piante organiche è un ostacolo anche per le assunzioni che derivano dalle risorse del turn-over. Urgente è definire l’autorizzazione alle assunzioni in base al turn-over 2009 e 2010, ancora ferme con notevole sofferenza ed aggravio per gli enti sotto-organico e per il personale in attesa di assunzione.

Altra azione da porre in essere senza indugio è il rapporto con Funzione Pubblica e Tesoro, cui è stata “appaltata” la gestione del personale di tutti gli EPR nonostante il vigilante sia di volta in volta diverso. Logiche come questa hanno portato all’emanazione di mostri come la legge Brunetta, e rischiano di far valutare gli enti sulla base della “performance” del solo personale tecnico-amministrativo, di cui per legge un quarto si deve considerare inefficiente indipendentemente dai meriti individuali!

La UIL ha quindi precisato la necessità di stabilizzare il sistema attraverso l’individuazione veloce di vertici ove commissariati o in scadenza (anche DG), e l’urgenza di trovare risposte sui precari, sulle risorse, sulle piante organiche, sul turn-over. Problemi che costituiscono ormai emergenze non rinviabili ulteriormente; sulle strategie di medio periodo siamo sempre disponibili al confronto proposto dal Ministro anche attraverso la partecipazione delle confederazioni ai tavoli, visto che i programmi europei non sono destinati esclusivamente agli EPR.

Il Ministro si è impegnato a dare risposte veloci per la nomina dei Presidenti di CNR e Scienze Park, di sua vigilanza, attraverso la commissione incaricata. Sull’INGV c’è possibilità di recupero dell’attuale presidente, attraverso la sua assunzione in una università italiana. Ha condiviso la necessità di fare un pò di ordine nel sistema di governance generale, ma è necessario fare una fotografia degli enti e delle loro caratteristiche. Si è proposto per organizzare un incontro congiunto con le OO.SS. ed con il ministro della funzione pubblica. Sulle risorse ha ribadito la impossibilità di prevedere incrementi di finanziamento richiamando la necessità di rivolgersi alla “fonte” europea, ed aggiungendo che oltre che per numero di ricercatori più basso il sistema italiano brilla per una minore organizzazione ed assenza sui tavoli rispetto ad altri paesi. Non ha ritenuto di poter assimilare i precari della scuola a quelli della ricerca, ma ha rimandato al tavolo con la funzione pubblica.

Vi terremo informati.

UIL RUA
Alberto Civica

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