giovedì 25 Luglio 2024

Rinnovo CCNL Comparto Istruzione e Ricerca: Richiesta intervento

La legge di bilancio 2022 ha rappresentato un passaggio cardine nelle strategie di investimento volte a indirizzare il Paese verso un percorso di rilancio che lo porti oltre la crisi pandemica. In questa ottica abbiamo valutato positivamente le risorse stanziate per gli Enti pubblici di Ricerca e per il suo personale da parte del MUR e, nello stesso tempo, ha destato grande preoccupazione che analogo investimento non sia stato adottato per gli Enti di ricerca vigilati dagli altri Ministeri.

L’assenza di una visione unitaria del sistema che permetta di mettere a valore, in un quadro strategico coerente, le diverse missioni degli Enti è un punto di debolezza a cui riteniamo da tempo che si debba porre rimedio, evitando che questo elemento di criticità consolidi una frattura permanente. Del resto, è indubbio l’importante ruolo che ricoprono anche gli enti di ricerca non vigilati dal MUR, quali ANPAL, ASI, CREA, ENEA, INAIL settore ricerca, INAPP, ISIN, ISPRA, ISS, e ISTAT e che questi abbiano svolto una funzione essenziale nella crisi pandemica e che siano pienamente coinvolti negli impegni della Missione 4 del PNRR.

Ricordiamo che con fatica si era arrivati, con il Dlgs. 218/2016, ai prodromi di una costruzione omogenea del sistema e, per non tornare indietro, è oggi prioritario allargare gli investimenti a tutti gli EPR e rilanciare la prospettiva di una governance unitaria.

Per quanto riguarda la necessità di una valorizzazione professionale del personale degli EPR è prioritario investire nelle retribuzioni del personale con l’obiettivo di rimetterle al più presto in linea con la media delle retribuzioni degli altri paesi europei.

La mancata valorizzazione della professionalità delle eccellenze del settore della ricerca è un elemento che concorre a generare quella emorragia costante di conoscenza e competenze preziosissime, che contribuisce alla crescita di altri Paesi.

Ciò detto, il fatto che siano state previste le risorse per la valorizzazione del personale soltanto degli Enti di ricerca vigilati dal MUR (lettera b e lettera c dell’art. 1 comma 310 della legge 30 dicembre 2021, n 234) senza che analogo impegno sia stato assicurato dagli altri Ministeri, determinerà inammissibili disparità di trattamento tra lavoratori a cui si applica lo stesso contratto nazionale, determinando un ulteriore indebolimento del settore degli enti pubblici di ricerca, che vede nel contratto nazionale un elemento cardine di unitarietà del sistema. Inoltre, il dumping contrattuale che ne deriverà, con significative differenze di prospettiva di sviluppo professionale a vantaggio del personale degli undici EPR vigilati dal MUR rispetto agli altri, appare in tutta evidenza un ulteriore elemento di preoccupante instabilità con prevedibili numerose richieste di trasferimento che produrranno una sorta di ennesima emorragia delle migliori professionalità.

Chiediamo, pertanto, che venga previsto un intervento che assicuri adeguate risorse per lo sviluppo professionale anche per il personale degli Enti di ricerca non vigilati dal MUR, così da porre rimedio alla situazione di disparità che si è determinata, ristabilendo, di conseguenza, le giuste condizioni per il prosieguo e la chiusura della trattativa all’ARAN per il rinnovo del CCNL del comparto istruzione e ricerca, ambito nel quale, attraverso il confronto tra le parti e il necessario approfondimento ed equilibrio sulle scelte da operare, sarà certamente possibile utilizzare al meglio le risorse impegnate al fine di una equa ed effettiva valorizzazione delle professionalità presenti negli Enti pubblici di ricerca del Paese.

Le scriventi OO.SS, restano a disposizione per un eventuale incontro al fine di un confronto o per chiarimenti rispetto alla tematica rappresentata.

FLC CGIL
Francesco Sinopoli
Pino Di Lullo
CISL FSUR
Ivana Barbacci
Raffaella Galasso
UIL Scuola RUA
Giuseppe D’Aprile
Attilio Bombardieri
SNALS Confsal
Elvira Serafini
Lucia Orlando
GILDA Unams
Rino Di Meglio
Eleuterio Spiriti

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