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giovedì 15 Aprile 2021

Un governo di pinocchi: Bugie e indifferenza per gli EPR sono il marchio di fabbrica dei potenti di turno

Il Decreto Spending Review sta mietendo vittime in perfetta continuità con il precedente Governo, anzi a mani più libere che mai.

Soppressioni, accorpamenti, riduzioni dei finanziamenti, tagli agli organici e messa in mobilità: questo il regalo d’estate che, dice Monti “non è una manovra”: figuriamoci se lo fosse stata!!!

E veniamo alle pinocchiate.

La Fornero tra le lacrime ci racconta di riforme ineluttabili, e produce esodati che si rivelano pericolosamente molto più alti del previsto. Nel suo caso il dubbio è tra bugia e incompetenza. Chi ha ragione, lei o l’INPS? Ha tanto urlato sui dipendenti pubblici uguali a quelli privati che ora si creano nuovi esodati pubblici per pagare i vecchi esodati privati.

Profumo: abbiamo fatto molta fatica per riuscire a parlarci. Poi di sua volontà ha proposto una serie di tavoli tecnici per affrontare le tematiche di Università, Ricerca ed AFAM, riempiendosi la bocca e cercando di convincere noi dell’importanza che questi settori hanno nel recuperare risorse dal programma “HORIZON 2020”. Salvo poi consentire un taglio di 230 ml dall’università – al momento scongiurato ma non è detta l’ultima parola…. E salvo consentire un accorpamento quanto mai irrazionale degli enti di ricerca vigilati MIUR (OGS, INAF, INGV…), senza nè capo né coda, che “tutti dicono” essere al momento sventato nel decreto ma che “tutti dicono” rientrerà nei provvedimenti prossimi del Governo; resta fermo il taglio certo dei finanziamenti agli enti. Il taglio, già previsto dal decreto, in alcuni casi comporterà la “soppressione di fatto” degli enti stessi: altro che tavoli tecnici e coordinamento della ricerca pubblica! Il Governo dei professori – finora – tiene sull’Università che è salva, ma smantella il comparto degli EPR, che restano nella bufera. In questo caso bugie o camaleontismo?

Patroni Griffi: ha recentemente firmato un accordo considerato storico perché per la prima volta siglato insieme anche a regioni, province e comuni, accordo improvvisamente dimenticato. Anzi nel decreto spending review compaiono addirittura norme contrarie a quel testo – come l’introduzione della pagella individuale per i dipendenti pubblici – dopo che il Ministro aveva sostenuto che l’interesse del cittadino era casomai quello di conoscere la perfomance delle amministrazioni, e non dei singoli dipendenti.

Ancora va promettendo che non ci saranno licenziamenti, ma il suo operato non offre nessuna garanzia. In questo caso bugie, malafede o una svendita del Pubblico Impiego ai ricatti degli equilibri politici?

Particolare menzione merita Grilli, che dal MEF fa il bello ed il cattivo tempo. Nell’incontro col Governo le parti sociali avevano chiesto di non toccare gli Enti di Ricerca; Grilli ha dichiarato che il Governo non aveva nessuna intenzione di fare tagli “anzi intendeva rafforzare gli EPR”. I 30 ml di tagli previsti per il 2012 e gli 80 per i 2013 infatti non sono tagli: operano un vero e proprio massacro!! Bugie o bugie?

In ultimo il sottosegretario Braga, il qual si è presentato accreditandosi come persona molto disinteressata, momentaneamente al servizio del paese, prestato alla politica, forte della sua “praticità” di ingegnere, nonché persona libera di esprimere i propri giudizi anche in contrasto con Governo e Ministri qualora non fosse convinto dei provvedimenti proposti.

In tre incontri ha garantito che non c’erano intenzioni di accorpare o sopprimente enti di ricerca in agricoltura: nel decreto invece l’INRAN viene soppresso, c’è un taglio sconsiderato dei finanziamenti degli enti vigilati MIPAAF ed in particolare c’è la ignobile norma della messa in mobilità per legge di 15 dipendenti dell’ex INCA, che non si capisce quale reato abbiamo commesso. Bugia, incompetenza, indifferenza, banalizzazione dei problemi, millantato credito? Probabilmente di tutto un pò.

Di certo c’è che la spending review non fa salvo nessuno degli enti di ricerca, perché:

i tagli di bilancio e quelli di organico toccano tutti gli enti di ricerca, nessuno escluso;gli accorpamenti riducono il comparto di un’altra fetta consistente di enti; alla faccia dell’importanza sempre dichiarata delle funzioni e mai rispettata da nessun Governo – questo compreso, nonostante i continui richiami del Capo dello Stato a difendere la ricerca;gli interessi di bottega portano a sopprimere enti di ricerca ma contestualmente vengono incentivati progetti di creazione di agenzie, come quella che Clini vuole costruire smembrando pezzi dal CNR e dall’ISPRA per svendere poi quello che resta (circa 1000 persone) a chi? dove? E soprattutto, perché????Il turn over viene di nuovo ridotto nelle percentuali, continuando di fatto il blocco delle assunzioni fino al 2015, ed allontanando ancora la speranza di sostituzione dei pensionamenti e dell’inserimento dei precari.

Tutte queste operazioni hanno vittime predestinate: i precari. Ovviamente pur non citati nei tagli del 10% dei bilanci rischiano di essere le prime vittime di finanziamenti tagliati, di organici e turn over ridotti.

Il dovere istituzionale ci impone di cercare interlocuzione con la politica, convinti altrettanto del fatto che ciò debba essere accompagnato da una forte mobilitazione del comparto, in difesa degli EPR, del personale e dei precari: in sostanza, in difesa del nostro Paese.

Sarà necessario misurare anche la volontà effettiva del Parlamento e delle forze politiche che lo compongono, che hanno forse subìto anch’essi il peso di misure così pesanti per il comparto degli enti di ricerca.

La Segreteria Nazionale

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