martedì 26 Ottobre 2021

Spending review, no sense

Il “maxi emendamento” al decreto legge n.95/12 (spending review) ha incassato il voto di fiducia del Senato (favorevoli 217, contrari 40, astenuti 4).

Dopo una prima lettura delle modifiche all’art. 5 (riduzione di spesa delle pubbliche amministrazioni) registriamo che, per accontentare si sa chi, il governo tiene in vita l’incongruente performance di brunetta e, nell’attesa dei rinnovi contrattuali, pone in essere una mini applicazione per tutti (dirigenti e Personale) che prevede, per un numero di performanti non inferiore al 10%, un aumento del salario accessorio che va dal 10% al 30% rispetto al quello percepito dalla media della categoria d’appartenenza.

Un’ennesima soluzione, anche questa totalmente legata a risorse supplementari (il 50% del 50% delle eventuali economie aggiuntive effettivamente realizzate dalle pubbliche amministrazioni).

La totale inutilità del d.lgs. 150/09 e di queste modifiche che implicano comunque risorse che le amministrazioni NON hanno più dopo i tagli delle varie finanziare e del decreto 95/12, c’inducono a pensare che il governo delle restrizioni arzigogola norme senza senso per garantire l’esistenza ad un costosissimo organismo come il CIVIT utilizzato per distribuire cariche ben remunerate.

La Segreteria Nazionale

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