domenica 1 Agosto 2021

UIL: Previdenza complementare e COVIP – Presentato rapporto CENSIS

Presentato a Roma il rapporto Censis “Promuovere la previdenza complementare come strumento efficace per una longevità serena”. L’analisi dell’istituto di ricerca, effettuata su un campione di 2.400 lavoratori composto da dipendenti pubblici, dipendenti privati e lavoratori autonomi, ha focalizzato l’attenzione su rapporto, aspettative e bisogni informativi dei lavoratori sulla previdenza complementare. I dati più rilevanti che emergono sono che i la‐voratori italiani in media pensano che la propria pensione pubblica sarà pari al 55 per cento del proprio reddito da lavoro. Si rileva quindi una preoccupazione per il proprio specifico percorso previdenziale, considerato che il 34 per cento dei lavoratori intervistati teme di perdere il lavoro e rimanere senza contribuzione, il 25 per cento sottolinea la paura di dovere affrontare una fase di precarietà del lavoro con una contribuzione troppo intermittente e quasi il 20 per cento di avere difficoltà a finanziarsi, oltre la pensione pubblica, fonti integrative di reddito, come la previdenza complementare.

Per quanto riguarda i canali di integrazione della pensione pubblica i lavoratori che hanno indicato i propri risparmi e eventuali titoli mobiliari in cui saranno investiti sono il 39,9 per cento, mentre il 18,7 per cento indica il patrimonio immobiliare, il 16,5 per cento una forma di previdenza complementare, dai Fondi pensione ai Pip e il 12,3% richiama le Polizze assicurative diverse dai Pip. Altro aspetto evidenziato è che c’è una ridotta conoscenza degli aspetti relativi alla previdenza complementare, con 6 milioni i lavoratori che hanno una conoscenza sufficiente del sistema mentre 16 milioni di fatto non la conoscono o la conoscono male.

Alla domanda sulle motivazioni della non adesione ad un fondo pensione, il 41 per cento degli intervistati ha detto di non poterselo permettere, oltre il 28 per cento non si fida della previdenza complementare, il 19 per cento ritiene di essere troppo giovane e sia prematuro pensarci, percentuali inferiori al 10 per cento preferiscono tenere il Tfr in azienda perché pensano che garantisca un rendimento più sicuro, o semplicemente non vuole fare scelte per il futuro che giudica irreversibili. In riferimento ai giovani, il 47,4 per cento dei lavoratori con età fino a 34 anni che non ha aderito a fondi pensione giudica che sia prematuro pensare alla pensione; il 32,6 per cento ritiene che l’adesione sia troppo costosa e di non potersela permettere. Solo il 17 per cento dei lavoratori giovani pensa alla previdenza complementare come forma principale di integrazione della pensione pubblica.

stampa

Il Punto del Segretario Generale

Ultime news