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domenica 18 Aprile 2021

Università di Siena: La “bocciatura” dalla Corte dei Conti conferma i nostri timori

I motivi della nostra scelta

La pubblicazione della Relazione della Corte dei Conti mette in luce quanto già risaputo sulla situazione economica finanziaria e conferma la bontà delle nostre scelte fin qui effettuate. Riteniamo inaccettabile  la scelta di bloccare immotivatamente il Fondo del personale T/A e contemporaneamente raddoppiare le spese per “Contratti di prestazione d’opera”.

La Corte dei Conti si limita, nel caso del Fondo, a prendere atto del contenzioso evitando di entrare nel merito di talune questioni che sono oggetto di specifiche osservazioni o indagini  ad opera di altri organi.

Peccato quindi che abbia esaminato solo le questioni attuali senza accertare le conseguenze dei comportamenti: se, come noi auspichiamo, i giudizi produrranno sentenze favorevoli ai lavoratori, sarà necessario l’intervento MIUR, che la stessa Corte dei Conti auspica, per sanare il dissesto finanziario che, nonostante l’azzeramento del Fondo resta enorme, e dovrà essere di proporzioni tali da costituire una sorta di piano straordinario per Siena o per le Università in dissesto.

Sulla mancata sigla del CCI c’è il rammarico da parte nostra di vedere come altri, in un momento così critico per i lavoratori, invece di tutelare principi e diritti fondamentali quali ad esempio la dignità del lavoro riconosciuta attraverso un’adeguata retribuzione, si siedono dalla parte datoriale abbassando  i diritti dei lavoratori, salvo poi voler criticare scelte organizzative che si vanno con complicità a remunerare con pochi spiccioli  ed a danno di altri lavoratori.  Riteniamo che le soluzioni non potevano essere trovate in un ambito i cui  presupposti della trattativa erano sbagliati.  E’ impossibile  emendare un contratto che ha fondamenti insufficiente a recuperare il danno.

Nell’accertare il debito nessuna contestazione è stata effettuata nei confronti di chi ha certificato negli anni il Fondo, né è stata fatta al MEF per difendere le scelte effettuate.  Delle due l’una: l’Ateneo ha operato correttamente e si contesta la relazione del MEF, oppure l’Ateneo ha  sbagliato e si costituisce contro chi ha certificato erroneamente i Fondi. Non si può pretendere di far pagare il conto solo ai lavoratori. Anche i Fondi 2004, certificati per Legge, sono stati oggetto di rivisitazione. Le scelte fatte trovavano piena legittimità nella legislazione di quel periodo, si è applicato la normativa vigente in modo retroattivo.

Infine un’ultima considerazione relativa ad aspetti tecnici sostanziali. Le disuguaglianze vengono a questo punto messe maggiormente in luce a danno delle ultime generazioni dell’Università. Una retribuzione decurtata a monte produce versamenti previdenziali più bassi rispetto ad uno stipendio accreditato per intero su cui vengono effettuate trattenute previdenziali. Anche in questo caso è a nostro avviso evidente il danno gigantesco che l’Ateneo sta producendo nei confronti dei propri lavoratori, conseguenza di una sottovalutazione degli effetti delle scelte unilaterali e non condivise.

La UIL auspica una vera azione di risanamento, non solo sulle spese del personale, “prima che la situazione economica, finanziaria e patrimoniale degeneri ulteriormente”.

Mario Finoia
Segretario UIL RUA Toscana

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