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mercoledì 14 Aprile 2021

La spending review cala sull’Università

Nella stesura definitiva del decreto legge 95 del 6 luglio 2012 è sparito il taglio di 200 milioni del Fondo Funzionamento Ordinario delle Università pubbliche operato ad evidente favore della scuola privata. Questo, però, non ci conforta, visto che contiene un taglio ben peggiore, quello delle “dotazioni organiche” (10% del Personale e 20% dei dirigenti) e non è chiaro se e come coinvolga (o meno) gli Atenei.

Nel decreto, infatti, si parla di dotazioni organiche, mentre nelle Università, in virtù della legge sull’autonomia, il Personale è considerato con formula economica. A nostro parere, questo sarebbe sufficiente a ritenere esclusi gli Atenei dall’applicazione di questa norma degenere.

Speriamo che tutti condividano la nostra posizione!!!

Qualora così non fosse ed il governo non ritenesse di operare distinguo, la riduzione di Personale universitario significherebbe la messa in mobilità di circa 6.000 persone.

Non è nemmeno tanto chiaro se i docenti universitari siano lasciati fuori, visto che non sono compresi tra le esclusioni dichiarate: AFAM, Scuola, Ricercatori e Tecnologi degli Enti di Ricerca.

Molto chiaro, invece, è il blocco del turn over fino al 2016 (20% fino al 2014 e 50% nel 2014) con cui si rischia il destino dei Precari.

Come si potrà assumere nelle Università con i vincoli del 90% sul FFO, con i limiti già previsti dal decreto Gelmini e con le riduzioni operate da questo decreto? Il blocco totale delle assunzioni è un rischio certo!

L’affermazione del governo che in questo decreto non vi sono aumenti di tasse, non è vera, l’aumento c’è anche se è mascherato. In sostanza, aumentano le tasse universitarie a carico degli studenti neo iscritti e delle loro famiglie a fronte di un’offerta che nulla può aggiungere allo stato attuale.

Ci si è accaniti persino sui buoni pasto fissandone il valore a 7 euro ed ottenendo così un risparmio davvero ridicolo (sui buoni pasto eccedenti euro 5,29 si pagano le tasse!!!) e nemmeno si capisce chi ne beneficerà se il MEF o l’Ateneo. Dopo il blocco degli stipendi, le decurtazioni del salario accessorio, dopo le decurtazioni sulla malattia, i Dipendenti Pubblici debbono subire ancora un altro inutile sopruso.

Tagli, ancora tagli: sono ridotte le spese per il consumo intermedio del 5% per l’anno in corso e del 10% nel 2013. Tutte le funzioni precipue degli Atenei saranno così limitate per cui si dovrà ridurre lo svolgimento ordinario delle attività per risparmiare energia elettrica e telefonica, gas, manutenzione ordinaria, ecc. Questo rappresenta, di fatto, un ostacolo alla ricerca ed alle attività didattiche. Un arretramento che ci fa pensare a quando si scriveva con la penna d’oca e gli studenti e dipendenti dovevano portare da casa le candele e la legna!

Questo governo non si smentisce mai: colpisce i più deboli ed agevola i più forti. 

Non aspettiamo e manifestiamo tutta la nostra contrarietà con forza e con determinazione, consapevoli che questi tagli indiscriminati, con cui il governo si vuol far bello in Europa, riducono ed impoveriscono culturalmente l’Italia.

Lo stato d’agitazione proclamato da tutto il Pubblico Impiego dovrà sfociare nello SCIOPERO GENERALE per ribadire che non è possibile fare “macelleria sociale” in un Paese in cui la concertazione ha salvato più volte la Nazione ed oggi sembra quasi una bestemmia se la si rivendica.

Ovviamente, non aspettiamo pazientemente di leggere la decimazione degli universitari in uno dei decreti che l’indefesso professore-presidente del consiglio dei ministri stilerà entro il 31 ottobre.

La Segreteria Nazionale

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