giovedì 9 Dicembre 2021

Università – Ricercatori a tempo indeterminato, la UIL RUA difende i loro diritti

Come già sottolineato da precedenti comunicati, l’Atto del Senato n. 2285, recante “Disposizioni in materia di attività di ricerca e di reclutamento dei ricercatori nelle università e negli enti pubblici di ricerca” presenta punti critici e gravi lacune. Il testo base non risolve, nei fatti, ma anzi aggrava il problema del precariato, rendendo ancora più incerto il futuro dei giovani.

Inoltre, nell’ambito delle attuali figure di ricercatori, incredibilmente, non prevede alcun intervento nei riguardi dei ricercatori a tempo indeterminato (RTI), cioè proprio quella categoria di ricercatori che attende da anni norme sullo status giuridico riflettenti la reale situazione funzionale che essi svolgono all’interno dei nostri Atenei. Essi, infatti, mantengono da decenni un’attività di docenza propria dei professori di ruolo, supplendo così alle carenze di organico del sistema universitario.

Per risolvere questa situazione sono stati presentati emendamenti tesi a dare uno stato giuridico e una dignità professionale ai RTI. Questi emendamenti si basano su solide basi giuridiche e considerazioni pratiche relative alla loro attività di docenza che permette da decenni il mantenimento dell’offerta formativa universitaria.

Il Coordinamento Docenza Universitaria della UIL RUA, nella sua funzione di difesa dei diritti dei Lavoratori, intende farsi carico di questa situazione drammatica attraverso iniziative a difesa della categoria dei RTI e appoggia tutti quegli emendamenti volti a risolvere finalmente tale stato di sfruttamento senza adeguato riconoscimento del lavoro svolto, come sancito dalla Costituzione.

Il Coordinatore Nazionale
Marco Merafina

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