sabato 24 Luglio 2021

CNR: Continua la protesta contro il nuovo Statuto

Riportiamo di seguito il lancio di agenzia di stampa sulla protesta di oggi al CNR contro il nuovo Statuto.

RICERCA: NO A STATUTO SOTTO DIKTAT GELMINI, PROTESTA RICERCATORI CNR

(ASCA) – Roma, 13 gen – ”No alla mancanza di rappresentanti della comunita’ scientifica nel CDA, no al al limite del 75% del costo del personale a tempo determinato e indeterminato e no alla nomina del direttore del CNR prerogativa esclusiva del ministro della Ricerca”: la protesta dei ricercatori e dei rappresentanti della Cgil e della Uil Ricerca ha bloccato questa mattina la riunione del Consiglio di Amministrazione del CNR, allargato con i cinque ‘saggi’ nominati dal MIUR, in procinto di approvare definitivamente lo Statuto dell’Ente, ”sulla base delle indicazioni del ministro Gelmini” e ”nonostante il parere negativo del Consiglio Scientifico Generale CNR e gli ulteriori rilievi fatti dalle organizzazioni sindacali, oltre che dal personale in delegazione, nella giornata di ieri”. Una mattinata movimentata che ha visto anche l’intervento delle Forze dell’Ordine ”per impedire che i sindacalisti avessero accesso alla sala del Consiglio di Amministrazione” e che si e’ conclusa con il rinvio alla settimana prossima dell’approvazione dello statuto.

”Gia’ un risultato notevole”, spiega all’Asca Americo Maresci (Uil-Rua), che denuncia ”la difformita’ di trattamento per il CNR rispetto agli altri enti di ricerca” e il tentativo di varare uno Statuto, ”per il piu’ grande Ente di Ricerca Nazionale, con meno autonomia di quella gia’ approvata negli altri enti di ricerca italiani”.

”Le nuove norme”, aggiunge, ”chiudono qualsiasi opportunita’ di immissione in ruolo del personale precario, anche ultradecennale”, facendo notare che ”i precari al CNR di precario hanno solo il contratto, perche’ per il resto sono assolutamente strutturati”.

”Tutto questo – denuncia ancora Maresci – avviene senza che il ministro Gelmini abbia mai messo piede al CNR o abbia mai tenuto conto del disagio gia’ subito dal CNR negli ultimi 14 anni con le quattro successive leggi di riforma”.

La mobilitazione continua, assicurano i manifestanti, che, in vista della prossima riunione del CDA, hanno nuovamente chiesto un incontro urgente al ministro.

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