domenica 26 Settembre 2021

Il CNR come il Governo: tagli lineari

La UIL-RUA chiede di ripensare il prelievo del 15% sui finanziamenti esterni prodotti dall’attività dei nostri ricercatori e di modificare le regole del sistema.

Se, come confermato da atti ufficiali, il CNR opererà, nonostante le critiche mosse dalle OO.SS. e che provengono, con sempre maggiore forza, dalla comunità scientifica dell’Ente, il cosiddetto (ed ulteriore) “prelievo forzoso” del 15% sui proventi di cui “beneficiano” i nostri Istituti ed i nostri ricercatori grazie alla loro partecipazione ai progetti di ricerca “esterni”, ciò costituisce un inaccettabile “vulnus” all’attività primaria della maggiore istituzione scientifica italiana.

Questa scelta rigida e semplificatoria di un taglio lineare, che certo non sembra derivare da un profondo sforzo di elaborazione, va ripensato nel rispetto delle esigenze generali dell’amministrazione e, comunque, certamente rimodulata attraverso l’adozione di regole trasparenti e meccanismi che garantiscano il buon esito progettuale ed il rispetto delle norme a cui rispondono i fondi.

Misure che avranno l’effetto di disincentivare l’impegno progettuale dei ricercatori, di creare effetti nocivi occupazionali per i tanti giovani e precari impegnati sui progetti stessi ed inducono effetti .distorsivi negli stessi meccanismi di rendicontazione dei costi progettuali.

Il nostro appello ai vertici dell’Ente è quello di recedere da tale decisione anche per attivare un ripensamento complessivo della tematica e per sollecitare una modifica di quei vincoli che, al contrario di quanto avviene per i dipartimenti universitari, impediscono alle nostre Strutture la presentazione autonoma e plurima di proposte di ricerca, sganciata dai contingentamenti cui purtroppo viene sottoposta, per regole di natura fiscale e amministrativa, l’attività progettuale delle istituzioni appartenenti alla ricerca pubblica extra-universitaria.

Nel contempo rinnoviamo la nostra sollecitazione al CNR, e a tutti gli EPR, ad alzare forte la voce nei confronti di un Governo dei cosiddetti “tecnici” che sta mostrando completa insensibilità per la condizione della ricerca pubblica italiana.

È inutile e dannoso che il Ministro Profumo si affanni a proporre altri progetti di riforma!

È il MIUR che deve garantire gli equilibri di bilancio delle Istituzioni scientifiche alla cui vigilanza esso è preposto, senza costringere gli Enti a cartolarizzare o a “taglieggiare” indiscriminatamente.

È altrettanto inaccettabile che la politica del governo costringa il sistema a mettere in contrapposizione le esigenze di funzionamento complessivo della macchina gestionale ed infrastrutturale con quelle del sostegno adeguato del “core business” delle nostre istituzioni: ovvero le attività di ricerca dei nostri istituti e laboratori.

Razionalità amministrativa ed organizzativa e lotta agli sprechi, debbono essere perseguiti in parallelo con l’alimentazione – e non la sottrazione – dal centro delle risorse essenziali all’attività ed allo sviluppo della rete scientifica del CNR e degli Enti Pubblici di Ricerca.

La Segreteria Nazionale UIL-RUA

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