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venerdì 18 Giugno 2021

Comunicato della Segreteria Nazionale: Senza tutele, lavora e zitto!

sacconiQuesta è la ricetta della (contro) riforma del lavoro del Governo Renzi.

E’ un sostanziale ritorno al “padrone delle ferriere” quello che si propone il Governo con la sua riforma del mercato del lavoro.

Non è un caso che ad esultare di più siano esponenti politici come Sacconi che dell’abolizione dell’art.18 ne hanno fatto una ragione di vita. Come Ministro del Lavoro Sacconi, non riuscì ad infliggere il colpo mortale allo Statuto dei Lavoratori ed ora non gli pare vero che ci riesca il Governo di Renzi.

Per giustificare quella che noi riteniamo essere una scellerata decisione, si sono messi in moto i soliti personaggi con le solite litanie. Di chi è la colpa se i giovani non trovano lavoro? La colpa è delle troppe garanzie che hanno gli anziani! Quindi, la soluzione che vogliono imporre è quella di togliere le garanzie a tutti: giovani o anziani che siano. Uguaglianza sì, ma al ribasso.

Perché le aziende non crescono oltre i 15 dipendenti? Verrebbe da pensare che in fase di recessione le imprese non crescono semplicemente perché non c’è mercato (soprattutto quello interno), perché non si fanno investimenti e perché l’accesso al credito è molto difficile. Ma NO, per gli apologeti del mercato senza regole, le aziende non vogliono crescere perché oltre i 15 dipendenti scatta la tutela dell’art. 18! Se non fosse drammatico, verrebbe da ridere.

Viene spontaneo chiedersi se quelli che ci governano abbiano idea del Paese reale. Quando Renzi dice che è vicino a quelli che si spaccano la schiena, come pensa di aiutarli? Consentendo al datore di lavoro di spaccare la schiena ai lavoratori e pure di licenziare quelli che non salutano il capetto di turno con la dovuta deferenza? Renzi lo sa che ci sono giovani e non più giovani che lavorano oggi per 8 – 10 ore al giorno per 600 € al mese e senza diritti? Renzi lo sa che le imprese preferiscono assumere con Co.Co.Pro perché questo permette loro di negare le ferie e di imporre orari di lavoro fantasiosi e impossibili, soprattutto per le donne?

Se passa l’idea che è meglio lavorare per 600€, 400€, 300€, piuttosto che stare a casa. Ovvero se si accetta che il datore di lavoro sia un benefattore che ti concede un impiego. O ancora se il lavoro diventa una merce qualsiasi e quindi la si può pagare sempre meno quando la disoccupazione è elevata, … beh allora c’è da aspettarsi di tutto!!!

Lo Statuto dei Lavoratori, che certamente può essere sempre rivisto e aggiornato come tutte le umane cose, si basa su un principio per noi immutato e immutabile: “il lavoratore è la parte più debole nel rapporto con i datori di lavoro e quindi va protetto attraverso norme di legge che lo tutelino”. Questo principio rappresenta l’essenza del nostro essere Sindacato ed è la ragione per la quale noi contrasteremo chi sostiene che tra lavoratore e il datore di lavoro non vi siano differenze e che le tutele non servono.

La riforma del Pubblico Impiego imposta senza il confronto con il Sindacato e l’annoso blocco dei Contratti di lavoro fanno parte di questo modo di governare, che volutamente e pervicacemente ignora che le vere ragioni di una economia ferma sono l’assenza di investimenti, l’austerità, la povertà generalizzata, la precarietà e il diminuito potere di acquisto dei lavoratori.

La UIL RUA ha da tempo chiesto l’indizione di uno Sciopero Generale che rimetta insieme TUTTO il mondo del lavoro per contrastare le controriforme del Governo Renzi.

Sosterremo con forza le decisioni delle Confederazioni se andranno in questa direzione.

UIL RUA
La Segreteria Nazionale

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