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venerdì 18 Giugno 2021

CREA: Lettera ai vertici dell’Istituto

cra firenzeEgregi Commissari e Direttore generale,
si rappresenta lo stato di estremo disagio in cui versa l’Ente a seguito delle numerose iniziative di riorganizzazione delle sedi CREA avviate senza la necessaria garanzia di prosecuzione delle attività lavorative.
Le operazioni di smobilitazione del patrimonio sono attualmente l’unica attività percepibile nell’Ente che si realizzano però senza avere certezze sulla finalizzazione delle risorse umane e strutturali e sulle modalità di coinvolgimento del personale per trasferimenti che teoricamente dovrebbero avvenire nei prossimi 30 giorni.

In questo contesto rientra lo spostamento della sede Centrale, il cui personale non è stato ancora informato delle attività concernenti il trasferimento nella nuova sistemazione, così come il personale dell’ex-Inea che a distanza di poco più di un mese dallo spostamento in altra sede, non conosce ufficialmente né la planimetria degli spazi, né la tempistica delle diverse fasi del trasloco, né è stata fatta una riflessione condivisa su l’assegnazione e la distribuzione dei dipendenti nei due edifici disponibili. Questo aspetto è ancora più importante se consideriamo che il Centro deve programmare l’attività.
Anche l’improvvisa accelerazione della dismissione della sede ABP di Firenze sta creando notevoli disagi al personale, vista l’enorme difficoltà di far convergere in breve tempo in un’unica sede le attività di due ex istituti. Ci saranno pesanti ripercussioni sulle attività di ricerca visto che la costruzione di una nuova sede è stata programmata in 30 mesi, si spera si sia consapevoli che, di fatto, questa modalità determinerà un blocco delle attività di ricerca.
Altri esempi potremmo fare, come a Cremona dove viene chiesto di lasciare la sede per motivi di sicurezza dopo aver investito tanto in anni recenti: i problemi di sicurezza, tra l’altro, si concretizzeranno solo ora con l’abbandono della sede, che, come altre del CREA, lasciata all’incuria, rappresenterà un pericolo per la mancata sorveglianza.
In questo periodo transitorio è stata completamente trascurato il confronto con la Comunità scientifica interna, poiché alla mancanza del Consiglio scientifico e alla scadenza dei contratti dei Direttori di Dipartimento, non si è di fatto sopperito con alcuna struttura collegiale che garantisca la partecipazione alle decisioni (peraltro prevista nelle altre strutture scientifiche nazionali); si profila pertanto un Ente verticistico.
Inoltre non è stato dato riscontro alle attese e alle promesse fatte al personale amministrativo/tecnico e ai nuovi assunti.
Nessuna progressione per i lavoratori dei livelli IV-VIII inficiando l’unico periodo di sblocco normativo; non vi sarà la promessa conversione da part time a full time per il personale assunto a Marzo, con pesanti ripercussioni sull’attività di ricerca aggravate dal fatto che, agli oltre 60 unità di personale di Marzo si sono ora aggiunte ulteriori 44 unità di personale stabilizzato. Sembra oltretutto che ci saranno altre assunzioni part time in arrivo. Sarà necessario prevedere al più presto il ritorno alle assunzioni full time per non rendere difficilmente riassorbibili in tempi brevi le situazioni “eccezionali” fino ad ora costituite.
Le condizioni esposte rischiano di non garantire neanche i livelli minimi di operatività in molte strutture, oltre a creare un clima di sfiducia nel personale. Si chiede pertanto un rapido intervento sia da parte dell’organo politico che dei vertici responsabili della gestione.

UIL RUA
Mario Finoia

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