sabato 25 Settembre 2021

DEF: Il governo vuole la morte dei sistemi strategici RUA

Sotto la minaccia “alla tempia” di imporre per legge un unico comparto di contrattazione collettiva per tutto il pubblico impiego, il governo ha ottenuto la firma per la riduzione dei comparti da 12 a soli 4, unico percorso per garantire un minimo di specificità ed evitare la “normalizzazione” totale.

Con questa riduzione è avvenuta la compressione di settori strategici, come quelli della UIL RUA, che non hanno ottenuto un comparto proprio, anche unico, di contrattazione.

Dal DEF risultano inesistenti le ulteriori risorse (oltre i 5 € medi procapite già inseriti per il 2016) per procedere al rinnovo del CCNL 2016-2018 dei pubblici dipendenti,
(http://uil.it/NewsSX.asp?ID_News=6503&Provenienza=1 ). Dal DEF risultano ottenuti risparmi dal pubblico impiego che però non vengono redistribuiti al pubblico impiego stesso, derivanti da inasprimento del turn over, riduzione dei fondi del salario accessorio e proseguimento del blocco dei contratti pubblici. Unica aspettativa, una nuova Indennità di Vacanza Contrattuale – dal 2019!

Continuano invece ad essere annunciate a mezzo stampa misure dal sapore propagandistico-elettorale: dopo gli 80 € agli stipendi più bassi (in buona parte riassorbiti dall’incremento fiscale), i 500 € ai 18enni, il “gruzzolo” in dotazione a 500 nuovi ricercatori eccellenti da assumere nelle Università (ancora da vedere…), ora spuntano ben 80 € ai pensionati!

Nel frattempo continua la distribuzione incomprensibile di risorse ingenti a istituzioni peculiari come l’IIT (la costituzione di Human Technopole grida vendetta), mentre si sottraggono risorse agli enti di ricerca, forse anche al fine di rendere impossibile il reclutamento (che deve stare, per le assunzioni sia del tempo determinato che di ruolo, entro l’80% del bilancio) e quindi sancirne l’inefficienza.

Apprendiamo dai quotidiani ( http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2016-04-10/enti-ricerca-liberati-vincoli-pa-080426.shtml?uuid=ACYXbq4C ) , che hanno accesso alle fonti di informazione prima di chi rappresenta il personale, che si sta ragionando di ridurre a due fasce l’articolazione dei ricercatori e tecnologi dei EPR, mutuando evidentemente modello e percorsi dall’università.
La fascia apicale però potrà essere al massimo il 30% di quella inferiore; è lecito domandarsi come sarà trattato chi oggi è in servizio.

Il modello riprende quella riforma Gelmini tanto contestata, cui sempre più assomiglino le iniziative di Giannini. E se Giannini segue il modello Gelmini, sappiamo già quale modello stia seguendo l’attuale governo: stesse politiche, stesse scelte, un nuovo ventennio? Ciò preoccupa fortemente!

Un turn over che invece di sbloccarsi gradualmente subisce incursioni normative che impongono centinaia di assunzioni forzate, con la logica del ” dove (università “virtuose”), come (“con gruzzolo” o senza), quando (da scoprire) lo dico io”, e che importa se non era quello che ti serviva…

Le indispensabili proroghe del personale a T.D. sono l’unico strumento per compensare il blocco delle assunzioni, ma sono sempre più indebolite da sentenze e irrigidimenti normativi.
Nuovi Rettori nominati da CdA che rispondono a vecchi Rettori, Università bloccate o non governate, con lavoratori trattati come sudditi e non come cittadini, enti di ricerca per cui i presidenti in pectore non hanno i requisiti previsti dagli statuti… Il disegno appare o troppo confuso o troppo chiaro per il disegnatore: il tratto sostanziale è certamente netto, tutto a sfavore della valorizzazione e del rilancio delle istituzioni, nonostante le affermazioni formali.

La CRUI e i Presidenti degli enti di Ricerca con le loro prese di posizione “tiepide” – per essere buoni… -nonostante si autodichiarino – in qualche caso – le persone giuste al posto giusto, hanno portato alla confluenza di enti, università, conservatori ed accademie in un comparto contrattuale unico con la scuola.

Come Gelmini ha ucciso l’università, Giannini ucciderà gli enti di ricerca?

Il Sole24 ore parla di una “bozza di decreto legislativo che attua la riforma della P.A., atteso in CdM nelle prossime settimane”.

Poiché la mamma degli sciocchi è molto prolifica, temiamo di leggere leit-motif già ascoltati in più sedi, del genere che i ricercatori avranno uno status simile a quello dei docenti dell’università.
Per quanto ci riguarda, abbiamo più volte dichiarato che lo status deve essere UGUALE, non “equiparato” o “correlato”, sia in termini normativi che economici.
Dare contentini tipo rimborsare missioni in maniera diversa, legittimare istituzioni concorrenti come fondazioni o consorzi, togliere i controlli della Corte dei Conti senza precisare i confini di autonomia e responsabilità, parlare di mobilità e poi affermare che il posto deve essere fisso, può portare solo al depauperamento delle istituzioni e alla conferma che i Ricercatori e Tecnologi degli EPR continueranno ad essere la cenerentola del sistema.

Ci auguriamo vivamente di essere smentiti, e auspichiamo che finalmente si smetta di ragionare in termini teorici usando metodi da pre-elezione.

Il governo cominci – finalmente – ad operare nel vero interesse del Paese e dei cittadini, stanziando le risorse per il rinnovo del contratti nel pubblico impiego, sbloccando le assunzioni di tutti i profili, riprendendo le fila del rapporto con i corpi intermedi ed il sindacato, senza cui le scelte andranno a penalizzare sempre più l’assetto sociale continuando solo ad accrescere i beni chi non si sente mai abbastanza ricco!

Il Segretario Generale UIL RUA
Sonia Ostrica

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