venerdì 24 Settembre 2021

Documento finale del Comitato Esecutivo UIL RUA – Sistema Ricerca, Università, AFAM: priorità per il rilancio del Paese

UILL’Esecutivo Nazionale ascoltata la relazione del Segretario Generale Sonia Ostrica, dopo ampio dibattito, approva le linee e gli obiettivi in essa contenuti.

L’Esecutivo Nazionale sottolinea come la permanenza e lo sviluppo di un sistema unitario dell’Alta Formazione e Cultura e della Ricerca Pubblica, anche sotto il profilo della specificità ed unitarietà della rappresentanza sindacale e contrattuale, deve restare l’impegno prioritario della UIL-RUA.

Un ambito categoriale per i settori della produzione di nuovo sapere è stata la scelta voluta da tutta la UIL, a partire da Giorgio Benvenuto, fino a Carmelo Barbagallo, che ha chiamato ad elevati livelli di responsabilità alcuni tra i quadri migliori della UIL RUA.

Oggi questa scelta va riaffermata soprattutto nei confronti di una politica complessivamente incapace di riconoscere il ruolo fondamentale dei settori di produzione del sapere per lo sviluppo economico-sociale, competitivo ed insieme qualitativo del Paese.

Una tale “miopia” politica continua purtroppo a caratterizzare l’Italia nel momento in cui l’Europa e le nazioni più progredite investono massicciamente in Ricerca, Alta Formazione e Cultura, garantendo così il proprio futuro e quello delle nuove generazioni.

L’assuefazione agli scandali può portare ad un addormentamento delle coscienze che il Sindacato deve contrastare, richiamando i lavoratori e l’intero paese a rivendicazioni collettive anziché individuali, per rimettere al centro la imprescindibilità del pubblico impiego, il confronto democratico, la laicità dei valori e soprattutto la valorizzazione dei nostri settori.

Il ritardo crescente del nostro Paese è testimoniato soprattutto da alcuni dati strutturali, propri di un sistema che vorrebbe continuare a poggiare sul settore manifatturiero la forza della nostra economia: lo scarso assorbimento da parte delle imprese e del mondo dei servizi di personale laureato e delle elevate professionalità prodotte dal sistema universitario, l’ulteriore aggravarsi, nonostante continui aiuti pubblici, dei ritardi negli investimenti in Ricerca & Sviluppo da parte dei settori privati; la scarsa considerazione del valore aggiunto della cultura nell’economia.

Per tutti questi motivi la UIL-RUA ribadisce che un ulteriore indebolimento degli investimenti pubblici per l’Università, per la Ricerca Pubblica e per le istituzioni dell’AFAM – che si legge chiaramente ancora una volta nelle scelte del Governo – rappresenterebbe un vero e proprio suicidio economico, sociale e culturale del Paese, tale da confinare in maniera definitiva l’Italia in un’arretratezza non consona ai suoi bisogni ed alle sue alte tradizioni scientifiche e culturali.

L’Esecutivo Nazionale della UIL-RUA ribadisce pertanto l’ampio respiro ed il valore dello sviluppo del ruolo di settori che rappresentano già oggi complessivamente circa 160 mila addetti tra docenti, ricercatori e personale tecnico-amministrativo.

Sottolinea come la creazione e l’esistenza di un comparto contrattuale unico per Università, Enti Pubblici di Ricerca ed AFAM rappresenterebbe, come è stato sin qui con i rispettivi comparti, lo strumento essenziale di identità e valorizzazione di tutte le figure professionali operanti nel campo della ricerca pubblica, dell’alta formazione e cultura.
Le specificità contrattuali hanno supplito alle stesse carenze istituzionali e di conduzione del MIUR, unificando l’organizzazione del lavoro, il personale e le stesse strutture scientifiche, facilitando altresì l’organizzazione positiva e costruttiva delle attività.

La UIL RUA valorizza le specificità dei settori Ricerca, Università ed AFAM, ribadendo la necessità del loro potenziamento e respingendo al mittente ogni accusa di “corporativismo”, specie quando prodotta da quanti intendono massificare i settori e mortificarne le professionalità.

La UIL RUA guarda con preoccupazione ai ritardi nel rinnovo contrattuale dei settori pubblici; ritiene vessatorio l’eccesso di produzione normativa, che arriva a peggiorare le leggi attraverso strumenti impropri (come le circolari) ed impone blocchi anche economici condizionando lo sviluppo negoziale, riducendo ulteriormente gli spazi di confronto democratico; registra una attenzione inadeguata alle esigenze (soprattutto economiche e di risorse umane) dei nostri settori nell’ambito del ddl di Stabilità 2016 ora in discussione in Senato.

La manovra finanziaria nella sua configurazione attuale corrisponde alle esigenze elettoralistiche dell’attuale “premier”, che dovrà comunque confrontarsi in futuro con la volontà referendaria di tutti i cittadini sulle scelte centralizzatrici in materia di legge elettorale e di riforma costituzionale.
Il disegno di legge però è debole soprattutto in quanto non pone basi concrete per uno sviluppo economico di qualità e di quantità, indispensabili per ridare fiato alla occupazione soprattutto giovanile ed elevare il profilo tecnologico delle nostre produzioni e dei servizi.

Al di là degli attacchi strumentali al sindacato è chiara ed evidente la volontà della politica di perseguire obiettivi non concordati, non dichiarati né dichiarabili di riduzione dello stato sociale e del welfare, di riduzione per legge di ogni spazio di confronto, di denigrazione del P.I.

L’Esecutivo Nazionale ritiene tali scelte scellerate e non condivisibili, ed impegna tutta l’organizzazione RUA e confederale a valorizzare la centralità dei nostri settori e del lavoro pubblico in senso lato.

Sul ddl di Stabilità 2016 l’Esecutivo Nazionale:
• fa propri gli emendamenti correttivi ed integrativi proposti dalla Segreteria Nazionale, che costituiscono parte integrante del presente deliberato;
• ritiene necessario che si faccia chiarezza sul ruolo delle Aziende Ospedaliere Universitarie;
• invita la Segreteria Nazionale ad intensificare la sua opera di sensibilizzazione affinché l’auspicabile sviluppo del confronto parlamentare tenga nel dovuto conto le esigenze di valorizzazione della specificità dei nostri settori sotto il profilo contrattuale, delle risorse finanziarie ed occupazionali a cominciare dal varo di un Piano Straordinario di assunzioni, di stabilizzazione del precariato e di trasformazione a tempo determinato degli attuali “ultra-precari”;
• sottolinea il nesso esistente tra lo sviluppo (finanziario ed occupazionale) dei nostri settori ed il pieno utilizzo delle consistenti risorse mosse dagli investimenti in Ricerca ed Innovazione dalla Programmazione UE 2014-2020 (Fondi Strutturali FSE-FESR ED HORIZON 2020). Solo un diverso Programma Nazionale della Ricerca e della Innovazione, che metta a disposizione oltre alle risorse dei piani comunitari un’adeguata quota di cofinanziamento e sappia favorire vera sinergia tra i settori pubblici e quelli privati, potrà essere in grado di utilizzare appieno le risorse altrimenti disperse e soprattutto di rilanciare obiettivi strategici nazionali e nuova occupazione di personale laureato, ricercatori e tecnici anche nelle imprese, in particolare nel nostro Mezzogiorno e nelle aree meno sviluppate.

Sul tema prioritario del rinnovo contrattuale, l’Esecutivo Nazionale dopo aver ascoltato e dibattuto in sede plenaria e nei distinti momenti di confronto ed approfondimento le problematiche dei nostri settori, focalizzando priorità e possibili soluzioni, prende atto della estrema incertezza che caratterizza tuttora la situazione e gli stessi rapporti intersindacali, a cominciare dalla realizzazione dei comparti, e pertanto dà mandato pieno alla Segreteria Nazionale ad operare nel solco delle direttive e degli obiettivi di fondo già condivisi e ribaditi dalla organizzazione, predisponendo una piattaforma unica per Università, Enti di Ricerca ed istituzioni AFAM che tenda a dare soluzione anche al personale universitario che opera nei Policlinici e sollecitando la confederazione ad iniziative tese a rimuovere definitivamente la legge Brunetta.

Sull’attacco ai dipendenti pubblici rigetta la strumentalità dell’informazione, che non a caso evidenzia alcuni comportamenti inaccettabili a ridosso del rinnovo contrattuale, omettendo però di precisare che la percentuale di chi abusa è una parte infinitesimale e residuale rispetto alla totalità dei lavoratori pubblici. Messaggio trasversale che non dà il giusto risalto alla grande professionalità dei lavoratori pubblici, che fanno fronte a una costante emorragia di risorse umane ed economiche non compensate e non compensabili nel prossimo futuro.

L’Esecutivo Nazionale, pur confermando la disponibilità della UIL RUA e di tutta la UIL nel solco della sua tradizione riformista e laica ad un confronto aperto con tutte le controparti politiche ed istituzionali, giudica inaccettabili ed irricevibili le proposte giunte sin qui dal Governo e dalle controparti pubbliche, e pertanto

conferma

l’urgenza di una mobilitazione generale dei settori, nel più vasto movimento di tutto il personale della Pubblica Amministrazione,

invita

gli iscritti a partecipare alle iniziative che saranno attivate, a partire dalla prossima manifestazione nazionale indetta per il 28 novembre a Roma

ribadisce

la centralità dei settori RUA per lo sviluppo del Paese, da sostenere con forza nell’interesse dei cittadini e della stessa UIL.

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APPROVATO ALL’UNANIMITA’

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