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venerdì 18 Giugno 2021

Emendamento per gli E.P.R. nel Ddl “MADIA”: risultato significativo ma non ancora sufficiente!

simboli-comparti ricercaLa UIL RUA ha riconfermato con forza e con la mobilitazione del personale degli Enti Pubblici di Ricerca – più di 3000 firme dei sottoscrittori del nostro appello verranno consegnate nei prossimi giorni al Governo e alla Funzione Pubblica – la richiesta di un provvedimento di “sostegno” al Comparto della Ricerca, che punti a tre prioritari obiettivi:

– riconoscimento della specificità del settore, in particolare attraverso la conferma del CCNL del Comparto della Ricerca, l’abrogazione dei vincoli e delle inique norme della Legge “Brunetta”, il rinnovo dei CCNL nel rispetto della unitarietà della organizzazione del lavoro;

– avvio di un piano straordinario per la stabilizzazione del personale precario e per nuove assunzioni;

– revisione dell’attuale quadro di comando della Ricerca Pubblica, superando la divisione tra “enti strumentali” ed “enti non strumentali” e realizzando presso la Presidenza del Consiglio un punto unico di coordinamento del sistema.
Questi contenuti che per la UIL RUA sono irrinunciabili sono stati ribaditi anche nella nostra giornata di mobilitazione del 21 Aprile u.s..

Nel ringraziare quei parlamentari che con il loro impegno hanno voluto testimoniare la loro assonanza con molte delle nostre posizioni, riteniamo che l’emendamento sugli E.P.R. approvato in questi giorni dal Senato nell’ambito del DDL sulla riforma della Pubblica Amministrazione costituisca un primo passo, che però non corrisponde pienamente alle nostre aspettative ed a quelle di un settore vitale per l’economia e per la società, purtroppo compresso da una normativa schiacciante e sottodimensionato nelle risorse umane e finanziarie.

Esprimiamo qui il nostro convincimento che la delega al Parlamento alla emanazione entro 12 mesi di norme per rendere più agevole l’attività degli Enti Pubblici di Ricerca e recepire la Carta Europea dei Ricercatori (con particolare riguardo alla salvaguardia e valorizzazione della libertà della ricerca e dell’autonomia professionale) potrà costituire un punto basilare di partenza per il pieno riconoscimento dell’autonomia, della specificità e della identità del Comparto della Ricerca Pubblica extra-universitaria.
Ciò potrà realizzarsi solo a condizione che la delega stessa sia opportunamente gestita, senza prestarsi ad “imboscate”, “mercanteggiamenti” ed “edulcorazioni” su materie così importanti e delicate.

Proprio per questo riteniamo che il lavoro che spetterà al Legislatore in questi mesi non potrà non tenere conto della necessità di un confronto serrato con le rappresentanze sindacali e la comunità scientifica. L’esercizio della delega non dovrà negare questo confronto, dal quale sicuramente emergeranno le esigenze di un intervento urgente su quegli aspetti prioritari della difficile condizione del Comparto già ampiamente affrontati nel corso delle audizioni recentemente promosse dalla VII Commissione Istruzione, Scienza e Cultura del Senato della Repubblica.

Le OO.SS. della Ricerca e la UIL RUA hanno saputo fornire un contributo importante in queste audizioni, a seguito delle quali in data 7 ottobre 2014 la VII Commissione ha assunto all’unanimità una risoluzione di estremo rilievo. Ora anche alla luce dell’emendamento approvato, sarebbe imperativo per il Presidente del Consiglio, il Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, il Ministro della Funzione Pubblica fare propri i contenuti di quella risoluzione e tradurli in coerenti ed incisivi provvedimenti.

La Segreteria Nazionale

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