sabato 25 Settembre 2021

Incontro MIUR – Regioni – Confindustria e Sindacato sul nuovo P. N. R. (Programma Nazionale della Ricerca 2014 – 2020)

ministero istruzioneIl giorno 22 gennaio 2014 presso la sede di romana di rappresentanza della Regione Marche si è tenuto un incontro in materia di PNR 2014 – 2020 tra l’Osservatorio delle Regioni – Confindustria – OO.SS. ed il MIUR, rappresentato per l’occasione dal Dott. Fulvio Esposito, Capo Segreteria Tecnica MIUR e dal Prof. Marco Mancini, Direttore Generale MIUR Università, Ricerca ed Afam.

In qualità di coordinatrice del tavolo di confronto, la Dott.ssa Patrizia Sopranzi della Regione Marche ha sottolineato il significato della consultazione in atto, soprattutto per raccordare le esigenze dei territori nel quadro del processo di programmazione nazionale e degli obiettivi europei e per definire coerenti azioni finalizzate a favorire la “smart specialization” (specializzazione intelligente) degli stessi territori.
Secondo la normativa vigente il nuovo Programma avrà validità triennale ma la sua proiezione strategica sarà settennale come quella europea (Horizon – 2020 e Fondi Strutturali).
Il MIUR ha fornito il quadro complessivo delle modalità con cui si intende procedere alla stesura definitiva del Programma. Ad oggi sono stati elaborati un elenco indice (vd. allegato n.1) ed una sintesi dei tre grandi obiettivi: rafforzamento e qualificazione del capitale umano, realizzazione di centri di eccellenza e grandi infrastrutture, rafforzamento della competitività tecnologica del sistema produttivo (vd. allegato n.2).
La consultazione dei principali stakeholders e del partenariato sociale è prevista in una fase più avanzata di ridefinizione del quadro strategico dei Fondi Strutturali UE e del PON -RICERCA, il cui ambito di intervento resta quello delle 5 regioni della cosiddetta “convergenza” (oggi definite “regioni meno sviluppate”), ovvero Campania, Calabria, Puglia, Sicilia e Basilicata.
Inoltre, il nuovo P.N.R. dovrà essere coerente alle direttrici fissate nel documento “Horizon – It” del giugno – luglio 2013: le azioni programmatiche dovranno in particolare contribuire a rafforzare, estendere e qualificare le capacità di ricerca e di innovazione del “sistema -Italia”. Per il MIUR ad oggi il maggior apporto di ideazione, ricerca ed innovazione viene dal sistema pubblico (Università, Enti Pubblici di Ricerca) e che i nuovi programmi dovranno far in modo che tale apporto si riverberi sempre di più su tutto il sistema di produzione e servizi del Paese.
Sul tema cruciale della “governance” il MIUR ha espresso due concetti di fondo. In primo luogo il P.N.R. dovrà essere inteso come una opzione strategica capace di coinvolgere tutto il Paese. In questo senso il P.N.R. si caratterizza come “programma quadro” nel quale dovranno trovare collocazione coerente tutte le azioni e i contributi utili, anche da parte di soggetti che non sono diretta emanazione e competenza MIUR.
Il secondo aspetto investe l’articolazione organizzativa del PNR che dovrà mutuare il modello europeo dei “comitati di programma”. Nei “comitati di programma” troveranno posto tutti gli operatori coinvolti nelle specifiche missions (università, enti di ricerca, imprese, centri di ricerca e innovazione, distretti, clusters etc,), ivi compresi anche gli ambiti di rappresentanza territoriale e regionale. Non si deve dimenticare, infatti, che a questi ultimi spetta il compito di affrontare soprattutto la problematica dei nuovi insediamenti infrastrutturali e del contatto con la concreta realtà produttiva ed innovativa.

Durante l’incontro è stato evidenziato il problema del “coordinamento” delle azioni programmatiche sotto tre distinti profili: il raccordo tra il MIUR, gli altri dicasteri ed i centri di spesa coinvolti; il raccordo tra P.N.R. e futuro PON – Ricerca; il rapporto tra interventi nelle aree meridionali della “convergenza” e quelli nel centro – nord.
Sul primo punto il MIUR non ha nascosto le oggettive difficoltà normative e operative che ancora ostacolano i rapporti tra i diversi Ministeri (come del resto evidenzato da parte del Sindacato, impegnato da anni a chiedere il superamento della divisione tra Enti di ricerca “strumentali” e “non strumentali”). Per il MIUR, il Ministero della Difesa e dei Beni Culturali hanno dato sin qui forti segnali di disponibilità e di collaborazione. Alcuni problemi esistono ancora con i Ministeri dell’Agricoltura, dell’Ambiente e della Sanità, mentre è previsto un importante incontro nei prossimi giorni con DPS – MISE.
In considerazione della difficoltà (anche tecnica e normativa) di raccordo tra Horizon – 2020 e Fondi Strutturali UE, riscontrata peraltro in tutti europei, il MIUR intende operare lo sforzo massimo per far coincidere azioni ed obiettivi tra P.N.R. e P.O.N.. Va infatti ricordato che questi grandi programmi avranno due finalità coincidenti: valorizzazione capitale umano e nuova occupazione in ricerca e realizzazione di grandi infrastrutture. Essi differiranno parzialmente solo nella terza finalità: il P.N.R. si occuperà di rafforzare la competitività del sistema produttivo e delle PMI; al PON è demandato invece lo sviluppo di azioni di supporto tecnico, sostegno di competenze, rafforzamento di strumentazione per accedere alle opportunità e migliorare le capacità di spesa in ricerca.
Infine, in tema di rapporto tra interventi nelle diverse aree del Paese, per il MIUR i programmi partiranno necessariamente dalle iniziative delle regioni meridionali (e su queste avranno le maggiori ricadute) e dovranno nondimeno essere in grado di coinvolgere necessariamente le competenze esistenti su tutto il territorio nazionale, in ottica di sinergia e di integrazione già in parte positivamente sperimentata con il bando dei “clusters nazionali”, per evitare duplicazioni, sovrapposizioni e polverizzazioni del tutto contrarie agli obiettivi europei.
Ferma restando la garanzia del funzionamento basale del sistema pubblico (FFO e FOE), l’intenzione del MIUR è quella inoltre di favorire il massimo possibile di “premialità” nell’allocazione delle risorse progettuali, per incentivare qualità ed eccellenza delle proposte. E’ stata anche richiamata l’importanza delle sinergie e del “public procurement”, ovvero delle iniziative di ricerca ed innovazione mosse da interventi e bisogni pubblici, ma che sono in grado di coinvolgere anche le competenze private.
Il MIUR ha inteso riconoscere l’importanza di una positiva collaborazione con le Regioni e le parti sociali, anticipando l’intenzione del MIUR di consultare il Sindacato in vista dell’elaborazione del P.N.R. Infine, ha dato rassicurazioni sui decreti di finanziamento dei “clusters tecnologici”, che hanno registrato ritardi ma che sono ora all’esame della Corte dei Conti.
La UIL, unico sindacato presente alla riunione, è intervenuta esprimendo un iniziale apprezzamento per le tre grandi finalità del Piano e per il tentativo di dare finalmente un volto più incisivo al P.N.R. dopo annose operazioni programmatiche (dal 1992 ad oggi!), rivelatesi nei fatti solo di facciata. La UIL condivide inoltre da sempre l’obbiettivo di fare del P.N.R. non un programma del MIUR e di settore: a nostro parere infatti la ricerca ha tipicamente valenza orizzontale. La normativa attuale che non attribuisce peraltro al MIUR il necessario potere di coordinamento. Tale normativa deve essere cambiata (come il Sindacato ha più volte sollecitato), o in alternativa si deve garantire una maggiore responsabilizzazione del Parlamento, del Governo e della Presidenza del Consiglio, chiamati a discutere a fondo le scelte strategiche del P.N.R. ed a fissare in atti e/o mozioni il coinvolgimento di tutte le amministrazioni dello Stato, definendo nel programma mission e apporti finanziari di ciascun attore. Il modello di riferimento resta quello di Paesi come gli USA e la Francia, orientato a definire obiettivi comuni per le politiche in materia di ricerca, innovazione, servizi e industria.

La UIL ha anche ricordato che nel documento Confindustria – OO.SS. di un anno e mezzo fa la scelta del “pubblic procurement” era (e resta tuttora) una scelta strategica, rispetto alla quale il Paese deve compiere tutti gli sforzi possibili per superare le rigidità normative e l’eccessivo contenzioso su materie delicate come quelle degli appalti pubblici, favorendo trasparenza ma anche maggiore flessibilità in linea con la normativa europea su contratti di innovazione e sugli aiuti di stato.
Al termine i partecipanti alla riunione sono stati invitati a fornire al più presto comunicazioni scritte da inviare all’Osservatorio ed ai rappresentanti MIUR per meglio definire le proprie posizioni e proposte sul nuovo P.N.R.
La UIL RUA, anche in attesa della consultazione riservata alle OO.SS, invierà nei prossimi giorni un proprio documento di sintesi, aperto fin da ora a tutti gli apporti e suggerimenti delle nostre strutture e dei nostri colleghi ricercatori, di Atenei ed EPR.

La Segreteria Nazionale UIL RUA

stampa

Ultime news