sabato 25 Settembre 2021

ISFOL: Un paio di riflessioni

ISFOL sedeAbbiamo seguito con molta attenzione le considerazioni e le analisi del Commissario Straordinario Prof. Stefano Sacchi emerse nell’incontro con il personale dell’Isfol. In vista della ripresa delle relazioni industriali in Istituto, vale la pena fare almeno qualche riflessione preliminare su questioni di natura strettamente sindacale.

Il Commissario Straordinario ha tenuto a precisare che il DLGS 150/15 e l’emanando DPCM attuativo prevedono il trasferimento di 100 unità di personale dall’ISFOL all’ANPAL: sotto questo profilo non esistono margini di manovra e né tantomeno una “battaglia” da fare. A ciò si aggiunge che sono emerse forti opposizioni (in particolare da parte del MEF) alla correzione della norma in tema di ruolo ad esaurimento per le unità di personale dell’ISFOL da trasferire in ANPAL.

Come abbiamo avuto già occasione di sostenere, se confermata un’operazione così congegnata mostra falle e contraddizioni. In primo luogo si depotenzia l’ISFOL in termini di competenze e risorse finanziarie. Inoltre si amplia per il personale una situazione di disagio, soprattutto, in questa fase, per quello di ruolo messo di fronte ad un trasferimento formalmente volontario ma alla fine imposto. Va sottolineato che se dovesse essere confermata la norma sul “ruolo ad esaurimento”, la mobilità verso l’ANPAL non contemplerebbe la possibilità di crescita professionale. Tutto ciò richiama evidentemente il tema del ruolo e delle funzioni dell’ISFOL. Per un verso le norme stabiliscono che il personale candidato al trasferimento è quello già impegnato nelle funzioni e attività assegnate all’ANPAL. Per un altro verso, l’ISFOL dovrebbe continuare comunque a svolgere analisi e ricerche in tema di mercato del lavoro e formazione. Quindi per arrivare per forza a quota 100: o si riducono ed in alcuni casi si azzerano le professionalità dell’ISFOL in certi ambiti, ovvero saranno costrette al trasferimento unità di personale non impegnate specificamente nelle funzioni e attività attribuite all’ANPAL, in contraddizione con quanto previsto dalle stesse norme.

Come si vede, se non si apportano le dovute correzioni al DLGS 150/15, esistono dubbi fondati sull’effettiva tenuta dell’Ente e rischi di ampia discrezionalità nei processi di mobilità verso l’Agenzia, specie nel caso (probabile) in cui i volontari siano in numero insufficiente. In questo contesto è certamente difficile parlare di incentivo e motivazione per il personale da impegnare nell’ANPAL: anzi con queste premesse viene più di qualche dubbio sulla effettiva volontà di procedere al riordino delle politiche attive e di fare funzionare la nuova Agenzia. A meno che la costituzione dell’ANPAL rappresenti un obiettivo in sé, attraverso cui il potere celebri se stesso in maniera del tutto irragionevole.

Le questioni che solleviamo dovrebbero essere così evidenti dal risultare quasi banali. Non comprendiamo invece come continuino a sfuggire all’attenzione del decisore e come non mettano in allarme sull’effettiva praticabilità e sostenibilità di certi interventi nei confronti dell’ISFOL e della stessa ANPAL. Per la UIL RUA ISFOL è quindi necessario discutere di proposte correttive in tema di mobilità e distacco, utili a risolvere i problemi che abbiamo di fronte, ma soprattutto è necessario continuare a contrastare un disegno a dir poco farraginoso e confuso, che genera problematiche più complesse di quelle che si vuole risolvere.

La UIL RUA ISFOL ritiene quindi urgente un confronto su questi temi con il Ministero del Lavoro e con i vertici dell’Ente, in linea con le richieste avanzate unitariamente in questi mesi.

UIL RUA ISFOL

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