venerdì 24 Settembre 2021

Lettera a Matteo Renzi

Caro Matteo,
la tradizione popolare in una vecchia filastrocca recita che “la Befana vien di notte con le scarpe tutte rotte”….
Ebbene, secondo tradizione abbiamo voluto che la Befana del Pubblico Impiego della UIL, giungesse qui puntuale!
I lavoratori che rappresentiamo ti hanno portato in dono “cenere e carbone”! E’ ciò che hai meritato!
Con questo gesto noi intendiamo ricordarti i torti subìti nel corso dell’anno appena trascorso, di certo “non poco esterrefatti per tutti i tuoi misfatti”!
E se la Buona Scuola costituisce il più imbarazzante gonfalone della nostra profonda indignazione, la nequizia delle Tabelle di equiparazione della Ministra Madia la segue a ruota, assieme ad una “riforma” che tale non è .

Tutte operazioni destinate ad incidere pesantemente sul destino delle persone, sulla professionalità di tanti lavoratori nonché a produrre conseguenze negative sulla qualità dei servizi offerti al cittadino, generando un’inevitabile lesione di molti diritti costituzionalmente garantiti.
Ma la scelta con cui si realizza l’apoteosi del malfatto, è rappresentato dal mancato rinnovo del Contratto a circa 3 milioni di dipendenti pubblici!
Caro Matteo, sei fuori legge: la Corte Costituzionale ha emesso un verdetto inoppugnabile con il quale è stato sancito il diritto alla ripresa della contrattazione per i dipendenti del Pubblico Impiego e ulteriormente legittimato a livello costituzionale, l’azione sindacale e i diritti di rappresentanza sindacale.
Non si tratta solo della sottrazione del potere di acquisto dei lavoratori pubblici che per ogni anno di blocco contrattuale hanno visto andare in fumo ben 2.800 euro, senza parlare dei numerosi incrementi nella tassazione locale, conseguenze di tagli scellerati, che hanno ulteriormente ridotto le finanze delle famiglie. Si tratta della dignità e del rispetto che questi lavoratori meritano.
Tu hai dimostrato di non avere alcun rispetto per i “tuoi” lavoratori, comportandoti come il peggiore dei datori di lavoro!
“Cenere e carbone” sono ciò che ti meriti.

Fuori di metafora, è arrivato il momento di:
a) dare conto ai lavoratori del Pubblico impiego con l’immediata apertura del contratto collettivo di lavoro che consente di ridare dignità e definire retribuzioni adeguate;
b) riprendere le relazioni sindacali, dando piena attuazione ad una legge dello stato, quella che definisce il grado di rappresentatività dei sindacati con cui il Governo deve trattare;
c) modificare la legge come la 107 che tra contraddizioni e difficoltà varie rischia di indebolire la scuola pubblica statale in favore di quella privata;
d) predisporre un piano di rilancio delle Amministrazioni Centrali attraverso un reale potenziamento dei diversi Fondi al fine di rendere qualitativamente migliore il servizio alla collettività;
e) responsabilizzare concretamente la dirigenza pubblica conferendole la piena autonomia gestionale prevista dalla legge, liberandola dalla sudditanza politica che le impedisce il regolare espletamento delle attività istituzionali;
f) aumentare la dotazione del Fondo Sanitario Nazionale, inadeguato per garantire i livelli essenziali di assistenza e sbloccare le assunzioni dei dipendenti pubblici per garantire ai cittadini servizi efficienti e di qualità;
g) ridare ai settori come gli enti di ricerca e Università, nonché alle Accademie e Conservatori, motori di sviluppo ed innovazione nonché produttori di PIL la giusta rilevanza politica ed economica al fine di poter esprimere le loro potenzialità di crescita e rilancio del Paese più bello del mondo.

Attendiamo le risposte. La UIL non assisterà inerme alla distruzione della Pubblica Amministrazione, non consentirà lo smantellamento della macchina pubblica. Questo deve essere chiaro!
Alla cenere e al carbone di oggi, seguiranno le azioni e le mobilitazioni intese a salvaguardare i diritti dei lavoratori e dei cittadini.
Le categorie del Pubblico Impiego della Uil ti lasciano il proprio dono e NON ti ringraziano di quanto hai fatto per 3 milioni di lavoratori, fedeli servitori dello Stato.
Un caro saluto Matteo …. Buona Befana!

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