27.8 C
Rome
lunedì 14 Giugno 2021

Università di Bari: Comunicato sindacale unitario

Giovedì 2 ottobre le Organizzazioni Sindacali e la RSU hanno partecipato a una riunione di contrattazione integrativa con l’ordine del giorno definito dal Direttore Generale che riportava i seguenti punti:

1) riavvio delle trattative; definizione dei criteri generali per il trattamento economico accessorio;

2) varie ed eventuali.

Il Direttore nella sua premessa ha voluto informare la parte sindacale su una ennesima nota inviata al Collegio dei Revisori dei Conti, con cui si sollecita la certificazione del Fondo del 2014, ma con una novità, la richiesta di certificare il 90% della capienza indicata dall’Amministrazione il 28 febbraio 2014 che è pari a 932.264,54 euro.

Sono seguiti vari interventi dei componenti della parte sindacale, con cui si è ribadito, tra l’altro,

1) che permane lo stato di mobilitazione e che la vicenda del “recesso” non è affatto conclusa, tanto che si continueranno a percorrere TUTTE le strade già intraprese;

2) che la presenza al Tavolo della parte sindacale è stata decisa per CONTINUARE A TUTELARE i diritti dei lavoratori e per RISPETTARE il mandato ricevuto dall’Assemblea generale, specialmente dopo l’ultima brutta nota del Direttore ai dipendenti, con la quale ha tentato di scambiare i ruoli;

3) che fa sorgere molti dubbi il fatto che la proposta di chiedere ai Revisori la certificazione del 90% del fondo sia stata avanzata dopo e non prima del recesso. La loro certificazione in tale misura e in tempi utili avrebbe permesso di arrivare alla fine del 2014 con i contratti in vigore, anche se con una piccola riduzione dell’IMA.

Dopo una lunga e accesa discussione, la parte pubblica, che come sempre si identifica nella persona del solo Direttore Generale, ha formulato una proposta generica e non scritta, per un nuovo possibile salario accessorio utilizzando, sempre dopo l’eventuale certificazione dei Revisori, le risorse disponibili (per capirci, quelle non erogate dall’11 settembre in poi).

Ci saremmo aspettati un atteggiamento di apertura del tavolo sulle questioni del salario accessorio partendo, ad esempio, dalla visione degli obiettivi di questa Amministrazione e comprendere i nuovi rivoluzionari criteri, che si vorrebbero applicare, in una visione d’insieme che punta sull’organizzazione del lavoro quale leva di sviluppo della Università.

A fronte di questa visione, sono solo riecheggiate parole fuori da ogni comprensibile discussione preliminare, che dividerebbero i lavoratori: merito, selezione, premio sono parole vuote se non si definisce un piano organico di incentivazione del personale, penalizzato dai tagli. Se abbiamo inteso bene, riteniamo scandalosa la proposta si tagliare risorse a 1400 colleghi per ridistribuirle a qualche centinaio di fortunati.

Il sindacato ha protestato vivacemente sia per l’uso ipotizzato delle residue risorse 2014 che secondo il nostro parere non devono essere utilizzate con criteri diversi da quelli che ispirano i contratti appena rescissi, sia, entrando nel merito, per una proposta sbilanciata e generica, e per l’assenza di un documento scritto ed articolato, che andava consegnato in anticipo rispetto alla riunione, come è previsto dall’art. 3 comma 10 del vigente protocollo d’intesa per la regolamentazione delle relazioni sindacali.

La Parte sindacale ha chiesto anche:

– l’attuale ammontare della somma disponibile sul capitolo di bilancio dell’anno 2014, relativo al fondo art. 87, stante il recesso dei contratti IMA e indennità di disagio dall’11 settembre 2014;

– copia del provvedimento amministrativo del Direttore Generale con cui si è applicato il recesso dai contratti, per conoscere i particolari di tale decisione;

– la copia delle note inviate dall’Amministrazione ai Revisori e copia delle eventuali risposte;

– la distribuzione del fondo Comune di Ateneo degli anni passati;

– la calendarizzazione dei Tavoli Tecnici sulla questione del personale in convenzione con il Policlinico e sulla costituzione fondo art.87;

– la mappatura del personale in comando presso il nostro Ateneo, quali sono i criteri utilizzati per la loro permanenza e soprattutto su quali fondi sono postati?

Il Direttore Generale, su questi punti, non ha potuto o voluto dare risposta.

Martedì 30 settembre 2014 i sindacati hanno inviato al Rettore un documento che chiede di rivedere la composizione della parte pubblica al tavolo contrattuale, anomala rispetto alle altre Università e alle disposizioni del contratto nazionale, in quanto è assente la figura del Rettore o di un suo delegato. Il prof. R. Voza, che al momento si definisce parte neutra, ha annunciato che c’è uno studio in corso per poter dare una risposta il più presto possibile.

Tutta la parte sindacale ha anche chiesto, da subito, la revisione del protocollo d’intesa sulle relazioni sindacali, firmato nel lontano 1997.

La riunione si è chiusa senza una proposta di nuova data.

****

Giovedì 2 ottobre 2014 il Magnifico Rettore ha inviato a tutto il personale una lettera sul Piano di Rientro e di Rilancio della nostra Università, in cui sembra risuonare la nota favola di “A lupo a lupo”, dove il lupo cattivo è chiaramente la possibilità di “DEFAULT”. A pagina 2 si legge infatti: “A causa dei citati tagli, e nonostante il drammatico calo dell’organico (dal 31 dicembre 2008 al 31 dicembre 2013 le unità di personale di ruolo sono passate da 3.678 a 3.035, con una riduzione di 643 unità), per la prima volta, nell’anno 2014, l’ammontare del finanziamento statale a favore di questo Ateneo rischia concretamente di non consentire la copertura delle spese per il personale e quindi di non poter garantire efficacemente il livello dei servizi sia nella didattica che nella ricerca”.

Strano che questa lettera sia stata trasmessa proprio il giorno della contrattazione.

Magnifico Rettore, il personale Tecnico-Amministrativo dal 2011 non percepisce le indennità accessorie di Capo Area e Segretario Amministrativo, è dal 2010 che i Capi settore, i tecnici di laboratorio, i bibliotecari e gli amministrativi che lavorano nei dipartimenti non percepiscono un solo centesimo, ma continuano lo stesso a lavorare con impegno e responsabilità per garantire quei servizi che Lei ora individua a rischio.

Scorrendo i vari piani di rientro fatti in questi anni, chi ha veramente pagato sono solo due categorie: gli STUDENTI e il personale contrattualizzato.

Ma quando tocca alle altre?

FLC CGIL
G. Murè
CISL UNIVERSITA’
T. Gelao
UIL RUA
M. Poliseno
CONFSAL
R. Campobasso
USB
F. Rossiello
UNICOBAS CIB
D. Scarasciullo

Ultime news