domenica 16 Gennaio 2022

CREA – Operai agricoli: la stabilizzazione che manca! Ora fuori dalla palude delle improvvisazioni

Come prevedibile, il tentativo di inserire una norma ad hoc per l’assunzione degli operai agricoli con un contratto di tipo privatistico al CREA è mancato alla prova della verifica finale.

Diversi i potenziali problemi che avrebbe generato. Non solo sarebbe stata discriminatoria per il personale che a parità di mansioni avrebbe percepito un trattamento economico inferiore, ma anche a nostro parere illegittima, visto che il contratto di lavoro che si applica al CREA discende da un accordo ARAN con le OOSS.

Eppure, negli anni e in tre occasioni, anche con riferimenti normativi distinti, l’ente aveva già stabilizzato personale operaio agricolo, con il parere favorevole della Funzione Pubblica, nel profilo professionale di Operatore Tecnico CCNL Ricerca, limitando l’applicazione del CCNL Floro-Vivaisti alle assunzioni a TD.

Il dato positivo è che nel Bilancio del CREA ora ci sono 3 mln per le stabilizzazioni e diversi attori politici vicini al Ministro sono convintamente in campo per impiegare queste risorse nella giusta direzione; quella appunto che MANCA!

Ora si può! Manca la volontà politica e amministrativa da parte del Ministro Patuanelli, più volte sollecitato al confronto con le parti sociali disattendendo sempre le richieste, e del Presidente Gaudio per rinnovare la medesima procedura già adottata in passato per sistemare le sopraggiunte necessità dell’ente che preveda una declaratoria per la gestione del profilo Operatore Tecnico, che consente anche le attività in campo: laboratori a cielo aperto del CREA.

Purtroppo, un approccio privo di prospettiva ha determinato l’esigenza di avere un nucleo di personale fuori dalla contrattazione, aprendo la strada a soluzioni disunite, escamotage per non normare la questione gestionale, che si sarebbe dovuta affrontare al tavolo negoziale.

Si è scelto invece di dare ascolto alle solite sirene invece di prevedere le possibilità offerte dal CCNL Ricerca e dal quadro normativo di riferimento.

Il risultato è sotto gli occhi di tutti. I tentativi della Ministra Bellanova prima e del Ministro Patuanelli ora, si sono rivelati non praticabili.

Tuttavia, in un quadro complesso, il sentiero seppur stretto è, con perizia e competenza, ancora praticabile. Le risorse in Bilancio ci sono e un puntuale intervento normativo potrebbe sbloccare positivamente la situazione.

Tale procedura riveste priorità assoluta e rinviare nel tempo la decisione di trovare una soluzione, non è più sostenibile.

FLC CGIL
Giampiero Golisano
Fed. UIL Scuola RUA
Mario Finoia

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